Sicilia, protestano dipendenti ‘imbavagliati’ da Crocetta

Dipendenti “imbavagliati”, con le sciarpe sul viso. Così alcuni regionali, stamani in piazza davanti alla sede dell’assessorato all’Economia a Palermo per la manifestazione di Cgil Cisl e Uil, hanno voluto contestare, riporta l’Ansa, la circolare con la quale il ragioniere generale della Regione, Mariano Pisciotta, ha vietato al personale di parlare con i giornalisti annunciando provvedimenti disciplinari per chi trasgredisce.


Il provvedimento è stato diramato agli uffici nei giorni scorsi e con una nota sono intervenuti l’Ordine dei giornalisti di Sicilia e l’Assostampa, ecco il testo: “Da quindici mesi, ormai, assistiamo sbigottiti e soprattutto indignati, alle esternazioni del governatore Crocetta sui giornalisti dell’ufficio stampa che lui, in barba a ogni legge e a ogni diritto dei siciliani di essere informati, ha abolito in diretta tv. Adesso è passato dalla lunga fase delle bugie profuse a piene mani a quella, ancora più grave, della diffamazione. Saltando da una rete all’altra della Rai, Crocetta delizia i telespettatori con frasi senza senso, numeri sbandierati e gettati come sul tavolino di un bar (vedi la recente legge di stabilità di cui ben pochi, ascoltandolo, avranno capito qualcosa), e sciocchezze. L’ultima – in diretta durante la trasmissione “Telecamere” – attribuisce ai 21 giornalisti fatti fuori l’infamia di gettare veleno sulla Sicilia informando artatamente e per vendetta – secondo Crocetta – i mezzi di informazione del Nord. Se non fosse il governatore di una Regione che ha sin troppi problemi, a dire queste idiozie, ci sarebbe solo da ridere. Invece si tratta di un passaggio molto grave nel contesto di una “strategia dell’untore” che dovrebbe salvare Crocetta dai suoi stessi fallimenti attribuendone la colpa agli altri.


In questo caso ai giornalisti “vendicatori” come li ha definiti Crocetta sbigottendo, stavolta, anche la conduttrice della trasmissione che è dovuta intervenire per richiamare Crocetta con un quanto mai opportuno e doveroso “lo deve dimostrare”. L’Ordine dei giornalisti e l’Associazione siciliana della stampa segnalano innanzitutto ai siciliani questo ennesimo attacco non solo alla dignità di 21 giornalisti sottoposti nuovamente alla gogna mediatica, ma soprattutto questo sistema del governatore di gettare falsità e fango su chi non sta dalla sua parte, attribuendogli tutti i mali della Sicilia. A questo punto viene solo da chiedersi “sino a quando?”. Sino a quando, cioè, potrà il governatore abusare della pazienza dei siciliani?”.