Carceri, nasce ad Agrigento nuova associazione per i diritti dei detenuti

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Roberta Lala, pres. ass. “Un Amico per evadere dalla solitudine”

E’ stata costituita per volere della sua presidente, l’agrigentina Roberta Lala, l’associazione nazionale denominata “Un amico per evadere dalla solitudine”. L’associazione – si legge si occuperà prevalentemente della tutela dei diritti dei detenuti dell’assistenza legale gratuita, della loro integrazione nel mondo del lavoro e nella società civile e della corrispondenza epistolare. La sede dell’associazione è ad Agrigento in via Unità d’italia 122.


Ecco il programma dell’associazione “Un amico per evadere dalla solitudine” spiegato dal presidente dalla Roberta Lala
“L’Associazione ‘Un Amico per evadere dalla solitudine’ si prefigge lo scopo di tutelare i diritti dei detenuti, offrendo loro assistenza legale gratuita. L’Associazione si occuperà inoltre della corrispondenza epistolare e del sostegno psicologico del detenuto al fine di evitare l’emarginazione. Uno degli strumenti principali del trattamento rieducativo e risocializzativo del detenuto e’ il lavoro, strumento necessario per il graduale reinserimento del detenuto nella società civile. Pertanto verranno promosse le cooperative sociali di tipo B con lo scopo della promozione umana e dell’integrazione sociale dei detenuti, vista la scarsità di posti reperibili nell’amministrazione penitenziaria. Le cooperative sociali di tipo B disciplinate dalla legge 8 novembre 1991 n.38; adoperano una politica del lavoro innovativa e dinamica, prevedono sgravi contributivi e fiscali a favore degli imprenditori disposti ad offrire opportunità di lavoro ai detenuti ed infine forme contrattuali “ flessibili”, capaci di modellarsi secondo le esigenze del lavoratore e del datore di lavoro. Considerato il periodo di crisi economica in cui versa lo Stato Italiano gli sgravi contributivi rappresentano un incentivo all’assunzione. Le cooperative sociali possono effettuale il reinserimento delle persone svantaggiate, attraverso la programmazione di progetti di formazione e preparazione professionale in modo da offrire un attività lavorativa concreta, stabile e duratura.


Altro programma lavorativo per il reinserimento del detenuto nella società civile potrebbe essere supportato dalla vendita di prodotti artigianali creati all’interno delle carceri e immessi nel mercato.
L’associazione promuoverà inoltre iniziative culturali di vario genere in quanto la cultura e’ un elemento essenziale per combattere la micro criminalità.
Il cuore pulsante dello scopo della nascita dell’Associazione e’ la lotta contro il pregiudizio sociale nei confronti dei detenuti, i quali una volta scontata la loro pena, possano vivere la loro vita senza alcuna emarginazione in modo che non avvenga la reiterazione del reato.
Particolare attenzione verrà mostrata nei confronti delle detenute madri e dei minori reclusi. I figli minori delle detenute hanno maggiormente necessità di adeguati supporti psicologici onde evitare traumi che possono essere non correttamente elaborati, trasformandosi nell’età’ evolutiva in problematiche di vario genere. Pertanto l’associazione si avvarrà del supporto di specialisti che interverranno in supporto dei minori. Per quanto concerne i minori reclusi verranno promosse iniziative di vario genere al fine di poter dare loro sostegno rieducativo onde evitare il più possibile il senso di isolamento psicologico.
L’associazione si occuperà dei detenuti che scontano pene per reati minori. La struttura associativa periodicamente si occuperà della raccolta di libri da donare alle diverse case circondariali, e raccolta di beni alimentari da donare alle famiglie dei detenuti più disagiate.
Altro scopo sociale dell’associazione è quello di verificare le condizioni del detenuto all’interno del carcere, cosi come previsto dalle norme della Comunità Europea. Viste le condanne della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per trattamento disumano e degradante, ledendo la dignità dell’individuo a causa del sovraffollamento delle carceri.
La reclusione e’ un periodo che dovrebbe rieducare il detenuto onde evitare la reiterazione del reato combattendo così la micro criminalità, non dovrebbe di certo essere un luogo che abbrutisca il soggetto ledendone la dignità. Pertanto ogni società civile dovrebbe concorrere al miglioramento delle condizioni dell’individuo disagiato. Scontare una pena privando il soggetto della libertà personale, deve servire all’individuo stesso a comprendere i valori positivi, rifiutando comportamenti atti a nuocere la società civile. Solo un percorso formativo e rieducativo mirato all’evoluzione culturale e della coscienza può portare al miglioramento personale e quindi ad un vero e duraturo reinserimento nella società civile.
Ogni individuo ha il compito morale di aiutare chi si trova in difficoltà senza voltare le spalle, solo così potremo vivere in una società migliore”.