Il falegname di Papa Francesco, le croci di Lampedusa nel mondo

papa francescoDa quando Papa Francesco ha messo le mani sulle sue opere create con il legno dei barconi dei migranti gli “affari” vanno a gonfie vele.

Le croci di legno, grandi e piccole, così come i calici, i pastorali e gli altri oggetti sacri realizzati dall’artista di Lampedusa Francesco Tuccio stanno facendo a migliaia il giro del mondo. Opere d’arte religiosa apprezzate, comprate, indossate o esposte “non solo in Sicilia e in Italia – spiega – ma anche in Germania e in America, pure in Israele e a Benin, in Africa” e anche in Francia dove le croci del “falegname di Papa Francesco” sono in mostra al Cité nationale de l’histoire de l’immigration, il museo francese sulla storia dell’immigrazione che si trova al Palais du Porte Dorée di Parigi.


Anche l’arcivescovo di Agrigento monsignor Francesco Montenegro ha un pastorale realizzato da Tuccio, così come il cardinale di Palermo Paolo Romeo. Più di centocinquanta croci di “legno carico della sofferenza dei migranti” sono state utilizzate come simbolo lo scorso novembre a Milano e a Napoli durante una celebrazione congiunta fra cristiani e musulmani per la commemorazione del naufragio del 3 ottobre scorso a Lampedusa.

I prezzi delle croci di diverse dimensioni – le più piccole sono quelle per le collanine – variano da otto a quaranta euro, il calice arriva a 250 euro; per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito www.alberofelice.it.

Francesco Tuccio le croci con i resti del legno delle “carrette del mare” – richieste in questi mesi a migliaia da turisti, fedeli, sacerdoti e parrocchie – le ha sempre realizzate, ma da quando ha creato il pastorale e il calice usati da Papa Francesco per celebrare messa a Lampedusa è tutta un’altra storia, le sue opere sanno di “santità”.


“Per me – dice Francesco Tuccio – è stato il coronamento di un sogno, il messaggio delle mie opere e delle croci create con il legno dei barconi dei migranti era quello di dare voce alla sofferenze dei migranti, dei più deboli che vengono emarginati e Papa Francesco si è fatto straordinario interprete di questo messaggio di solidarietà. Molte persone e molte parrocchie richiedono le croci non come souvenir ma come segno di riconoscimento e condivisione della sofferenza dei migranti”.


“Papa Francesco – commenta Tuccio a un anno dall’elezione di Bergoglio – ha toccato il cuore di tutti i lampedusani, ha cambiato le coscienze, anche se forse a livello politico e istituzionale non c’è stato il cambiamento che ci aspettavamo sul fronte della politiche dell’immigrazione, ma continuiamo a sperare, grazie a quella speranza accesa e alimentata da Papa Francesco che parla sempre più spesso nei suoi interventi e nelle sue omelie di Lampedusa”.

Da: Giornale di Sicilia