Sicilia: rimpasto e tensioni, Udc “pronto” a scaricare Crocetta

dalia gLa barca del governo Crocetta continua a navigare su mari resi tempestosi dalle tensioni generate dall’imminente rimpasto. Dopo il Pd che nei giorni scorsi aveva annunciato l’indisponibilita’ a indicare nomi per una giunta che non fosse totalmente nuova, rifiutando la prospettiva di un “rimpastino”, oggi e’ toccato ai vertici dell’Udc abbandonare i toni moderati dicendosi pronti a scendere dal malconcio natante. Cronaca di una giornata politica densa di veleno, che ha fatto registrare la brusca interruzione stamane del vertice di maggioranza, il vano tentativo di riavviare il dialogo questa sera alle 19 e infine il rinvio a domattina. “Non mi pare che allo stato ci siano le condizioni che consentano la partecipazione dell’Udc al governo Crocetta, se si vuole snaturare l’accordo elettorale tra noi e il centrosinistra per un governo del cambiamento e delle riforme, preferendo la nascita di qualcosa di diverso che somiglia piu’ al vecchio governo di Raffaele Lombardo”, ha tuonato il presidente Udc Gianpiero D’Alia, annunciando la convocazione a fine settimana del comitato regionale del partito e del gruppo all’Ars, “cosi’ da assumere decisioni definitive al riguardo e nell’interesse dei siciliani”.


I centristi non ci stanno a rinunciare a uno dei tre assessorati per fare spazio a due formazioni vicine al presidente, i moderati di Articolo 4 e i Democratici e riformisti dell’ex ministro Toto’ Cardinale. Le posizioni restano rigide. Rosario Crocetta, infatti, ha respinto affondi e pressioni e rifiutato ancora una volta la prospettiva di una ‘rifondazione’ del suo esecutivo: “Non ci sara’ nessun azzeramento della giunta regionale – assicura – sarebbe immotivata e apparirebbe come una bocciatura immeritata”. Poi ha blindato gli assessori alle Attivita’ produttive (Linda Vancheri), alla Salute (Lucia Borsellino), al Turismo (Michela Stancheris) e alla Formazione (Nelli Scilabra). Sempre piu’ in bilico, invece, il pm antimafia di Caltanissetta Niccolo’ Marino che lo stesso Crocetta aveva voluto per la complessa delega su energia e rifiuti: troppi i contrasti e gli attacchi lanciati dal magistrato anche contro alcuni colleghi di governo. “C’e’ un problema di spazi”, si e’ limitato a dire in modo sibillino il presidente. Vacilla anche un’altra sua fedelissima: l’assessore ai Beni culturali Maria Rita Sgarlata. Crocetta ha poi rinnovato il veto sull’ingresso in giunta di deputati regionali: “Non intendo fare una giunta di parlamentari, saranno ancora assessori tecnico-politici”. Parole scandite nonostante le rimostranze di alcuni settori dei Democratici e riformisti per la Sicilia (“I deputati non sono figli di un dio minore”) e dei renziani (“Non e’ condivisibile l’idea di tenere i deputati fuori dal governo regionale”). (AGI)