Indulto e amnistia 2014, il silenzio del Governo Renzi

indulto e amnistia 2014
Indulto e amnistia 2014, ministro Orlando al Senato

Non ha parlato dei tanto attesi provvedimenti di indulto e amnistia 2014 il ministro della Giustizia Andrea Orlando oggi pomeriggio nel corso della sua relazione in commissione Giustizia al Senato della Repubblica, dove ha illustrato le linee programmatiche del Governo Renzi sulla giustizia.
L’intervento del ministro Orlando (Pd) in commissione Giustizia a Palazzo Madama – dove sono in discussione quattro disegni di legge per la concessione di amnistia e indulto – era atteso da tempo in attesa del testo di legge unificato in materia di indulto e amnistia che dovrebbero presentare i senatori Ciro Falanga di Forza Italia e Nadia Ginetti del Partito democratico.

Indulto e amnistia 2014, ministro della Giustizia Orlando al Senato

Per il Guardasigilli del Governo Renzi “sono quattro le emergenze relative alla giustizia” da affrontare: il sovraffollamento delle carceri già sanzionato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo che attende provvedimenti entro il mese di maggio 2014, l’intasamento della giustizia civile, la situazione del personale amministrativo e il potenziamento degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata.
Dopo la relazione del ministro Orlando, che ha evitato di parlare di indulto e amnistia forse perché impopolari e comunque di competenza del parlamento e non del governo, è in corso il dibattito in commissione Giustizia presieduta da Francesco Nitto Palma (Forza Italia).


Per dare risposte alla sentenza Torreggiani della Corte di Strasburgo sul sovraffollamento carceri “servirà un correttivo normativo: mi riferisco – ha detto il ministro Andrea Orlando evitando di parlare di amnistia e indulto 2014 – al rimedio compensativo, che è stato banalizzato come un risarcimento. Strasburgo ci dice che serve un filtro per evitare l’impatto dei ricorsi sulla Corte. Per chi è ancora in stato di detenzione si può pensare a uno sconto di pena. In assenza di un rimedio interno, è diritto dei cittadini adire alla Corte di Strasburgo ed è stato calcolato che il risarcimento medio – ha spiegato il ministro – sia di 13 mila euro a persona”.

Segui Comunicalo.it anche su Google+