Giro di squillo tra Agrigento e Palermo, maitresse in manette

Una delle villette sequestrate dai carabinieri
Una delle villette sequestrate dai carabinieri

Un giro di squillo tra l’Agrigentino e il Palermitano gestito da una maitresse cammaratese con la complicità di una venezuelana. Lo hanno scoperto i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Cammarata, diretti dal capitano Vincenzo Bulla, che hanno messo ieri le manette ai polsi di Palma Costanza, 33 anni, di Cammarata e sequestrato diversi appartamenti adibiti alla prostituzione tra Porto Empedocle, Palermo e Catronovo di Sicilia. L’accusa mossa nei confronti della donna – arrestata in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Termini Imerese – è di sfruttamento della prostituzione. E’ attualmente ricercata dai carabinieri la sua presunta complice venezuelana – di cui non sono state fornite le generalità ma anche lei colpita dal provvedimento restrittivo – che al momento risulta irreperibile.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Termini Imerese Paolo Sartorello, scaturisce dalla precedente indagine coordinata dal sostituto procuratore di Agrigento Salvatore Vella, denominata “Dolci Incontri” in cui finì in manette, un mese fa, Michele Salvatore Nuara, indiziato di aver gestito una casa di prostituzione a Casteltermini.


In quel blitz una delle donne costrette a prostituirsi vuotò il sacco indicando a quanto pare agli investigatori gli appartamenti adibiti a case d’appuntamento. La presunta maitresse di Cammarata è ritenuta responsabile, in concorso con la venezuelana “latitante”, di aver gestito delle case d’appuntamento facendosi consegnare la metà dei guadagni ottenuti dall’attività di prostituzione esercitata da diverse ragazze straniere, sfruttandone quindi la prostituzione. Contemporaneamente all’arresto della donna sono stati perquisiti e sequestrati gli immobili in cui le ragazze vendevano il proprio corpo. Si tratta di tre appartamenti, uno a Porto Empedocle e due a Palermo, e anche di una villetta che si trova nella periferia di Castronovo di Sicilia. Gli ignari proprietari degli immobili, secondo quanto accertato dagli investigatori, avevano stipulato un regolare contratto di affitto con le due donne e con una colombiana 66enne residente a Palermo, pure lei denunciata a piede libero per sfruttamento della prostituzione.


All’interno degli appartamenti, durante il blitz, sono state identificate complessivamente nove ragazze di origini venezuelane e dominicane, alcune delle quali sono state affidate a una comunità che si occupa del reinserimento sociale delle donne vittime dello sfruttamento della prostituzione. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati dai carabinieri due personal computer, dieci schede sim, quindici carte ricaricabili per telefonini, due videoregistratori con microtelecamere incorporate, documentazione varia e oggettistica sexy. I militari dell’Arma, dopo la notifica del provvedimento e l’arresto, hanno accompagnato Palma Costanza nel carcere agrigentino di contrada Petrusa dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Segui Comunicalo.it anche su Google+