Giro di squillo come al Grande Fratello, i video bollenti della maitresse di Cammarata

giro di quilloUna maitresse hi-tech che non si fida delle ragazze reclutate per il giro di squillo tra l’Agrigentino e il Palermitano, piazza le telecamere nelle case d’appuntamenti e controlla tutto via internet. Come una sorta di Grande Fratello a luci rosse, così Palma Costanza poteva gestire il giro di squillo tra Castronovo di Sicilia, Porto Empedocle e Palermo anche da casa. E’ quanto emerge dall’inchiesta “Dolci Incontri 2” svolta dai carabinieri della compagnia di Cammarata, diretti dal capitano Vincenzo Bulla, con il coordinamento della procura di Termini Imerese e sfociata nell’arresto di Palma Costanza, 33 anni, nata a Venaria Reale, in provincia di Torino, ma da tempo residente a Cammarata. La donna è accusata di sfruttamento della prostituzione in concorso con un’altra donna venezuelana residente a Palermo, anche lei destinataria del provvedimento restrittivo ma ancora irreperibile.
LA VENEZUELANA E IL RECLUTAMENTO DELLE SUDAMERICANE. I carabinieri sono in queste ore alla ricerca della venezuelana “in fuga” dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del tribunale di Termini Imerese Angela Lo Piparo. La donna sarebbe stata l’addetta al reclutamento delle ragazze, ma potrebbe essere legata a “un’organizzazione superiore” su cui stanno indagando i carabinieri. “Mi ha contattato lei e poi mi ha fatto parlare con Palma. Così sono venuta in Sicilia, mi hanno pagato il biglietto”, ha raccontato una delle ragazze costrette a vendere il proprio corpo. L’inchiesta è infatti la prosecuzione della precedente indagine “Dolci incontri”, coordinata dalla procura di Agrigento, che un mese fa fece scattare le manette ai polsi di Michele Salvatore Nuara, 58 anni, castelterminese, indiziato di aver gestito una casa di prostituzione in contrada Cozzo – Disi a Casteltermini. Dopo il blitz una delle donne decise di ribellarsi e vuotò il sacco indicando agli investigatori le altre case d’appuntamento, così è poi emerso il ruolo di Palma Costanza.


giro di squilloLA MAITRESSE E LE TELECAMERE. “Preciso che nell’entrata della villetta la Palma ha messo una telecamera che inquadra la porta d’ingresso in modo da avere il conto dei clienti per poi chiedere la percentuale. La donna si collega alla telecamera da internet”, ha dichiarato la ragazza che si è ribellata al racket dello sfruttamento dopo essere stata scoperta con un cliente un mese fa quando scattò il blitz nel casolare di Casteltermini.
DOLCI INCONTRI E VIDEO BOLLENTI. Nel corso delle perquisizioni effettuate dopo l’arresto di Palma Costanza sono stati rinvenuti e sequestrati dai carabinieri anche due videoregistratori con microcamere incorporate: accertamenti sono in corso, non è da escludere che possano venir fuori altri video bollenti. Sequestrati dai carabinieri anche due personal computer, dieci schede sim, quindici carte ricaricabili per telefonini, documenti vari e oggetti sexy.


TRE INCONTRI AL GIORNO PER OGNI RAGAZZA. I clienti trovavano le donne con annunci su vari siti internet e sui giornali. Le ragazze facevano una media di tre incontri sessuali al giorno alla “tariffa” di cinquanta euro, poi in serata la maitresse di Cammarata andava, secondo l’accusa, a riscuotere il “50% dell’incasso” delle ragazze, nove venezuelane e dominicane tra 22 e 30 anni quelle al momento identificate dai carabinieri. “Le ho consegnato 1000 euro per i primi dodici giorni in Sicilia”, racconta la ragazza agli investigatori.
LA TIPOLOGIA DEI CLIENTI. E’ un giorno del novembre 2013, le attività di pedinamento sono in corso. C’è il settantenne pensionato che entra alle 16.25 ed esce alle 16.50, il sessantenne brizzolato ci starà un po’ di più. Mentre tre ragazzi trentenni, a turno, impiegano 33 minuti, dalle 10.34 alle 11.07. Sono solo alcuni dei clienti – tra i quali pensionati, impiegati, professionisti, operai e studenti – delle donne sudamericane che si prostituivano tra le case d’appuntamento in contrada San Pietro a Castronovo di Sicilia, in contrada Durrueli Porto Empedocle e anche in due appartamenti lussuosi a Palermo, uno in via Nicolò Turrisi vicino al palazzo di giustizia, l’altro in via Sperlinga vicino al teatro Massimo.