Cattolica Eraclea, nuovo filone d’indagini su armi e droga

cattolica eracleaCATTOLICA ERACLEA. E’ sul nuovo filone delle armi rubate rinvenute durante l’operazione antidroga che si starebbero concentrando le attenzioni degli investigatori. Mentre è prevista per oggi davanti al gip del tribunale di Agrigento Ottavio Mosti l’udienza di convalida dell’arresto dei fratelli Antonino e Giambattista Sciascia, rispettivamente di 30 e 27 anni, disoccupati e pregiudicati di Cattolica Eraclea arrestati nella tarda serata di sabato scorso, in flagranza di reato, dai carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Liborio Riggi.
I due – durante una perquisizione domiciliare nell’ambito di un servizio di controllo dei carabinieri finalizzato alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti – sono stati trovati in possesso di 66,31 grammi di hashish, suddivisi in nove involucri e di un bilancino di precisione evidentemente utilizzato, secondo l’accusa, per confezionare le dosi da immettere nel mercato locale.

Cattolica Eraclea, continuano le indagini dei carabinieri su armi e droga

sciasciaAnche nella successiva perquisizione in un casotto di campagna in uso ai due fratelli in località Zagarella, vicino al campo sportivo, i carabinieri hanno trovato all’interno di sacchi di juta, un fucile “Franchi” sovrapposto calibro 12, risultato rubato a Caltanissetta nel gennaio del 2005, e un fucile doppietta “Bayard”, sempre calibro 12, il cui furto fu denunciato alla Questura di Firenze nel dicembre del 1975. Insieme ai fucili sono trovate e sequestrate dodici cartucce dello stesso calibro. Per i due fratelli cattolicesi – accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illecita di armi da fuoco e ricettazione, che saranno difesi dagli avvocati Ignazio e Valeria Martorana – si sono così riaperte le porte del carcere agrigentino di contrada Petrusa.
Nel frattempo i carabinieri hanno trovato un nuovo filone di indagini sulle armi e sul possibile uso che ne è stato fatto. Per accertamenti tecnici i fucili sono stati inviati ai carabinieri del Ris di Messina. Si cercherà di capire se le armi e le cartucce sequestrate siano compatibili con quelle utilizzate in qualche episodio criminoso, come per esempio l’atto intimidatorio a colpi di fucile commesso lo scorso febbraio in paese ai danni di un professionista del luogo. Tre anni fa Antonino Sciascia, uno dei due fratelli finiti in cella, fu condannato dopo essere stato individuato casualmente – nell’ambito dell’operazione antidroga “Eracle” che fece luce anche su alcune intimidazioni – come l’autore dell’incendio dell’auto di una donna. Le indagini proseguono nel massimo riserbo da parte dei carabinieri di Cattolica Eraclea diretti dal comandante della compagnia di Agrigento Giuseppe Asti.

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