Giro di squillo tra Agrigento e Palermo, la maitress muta davanti al Gip

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Palma Costanza, 33 anni, la presunta maitresse

CAMMARATA. Si è avvalsa della facoltà di non rispondere la presunta maitress che avrebbe gestito il giro di squillo tra l’Agrigentino e il Palermitano scoperto con l’inchiesta “Dolci Incontri 2”dai carabinieri della compagnia di Cammarata diretti dal capitano Vincenzo Bulla. Mentre continua la fuga della presunta complice, la donna venezuelana sfuggita all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Termini Imerese Angela Lo Piparo.

Maitress muta davanti al gip. Palma Costanza, 33 anni, di Cammarata, accusata di sfruttamento della prostituzione e difesa dall’avvocato Mario Mangiapane, ha preferito non rispondere alle domande del gip del tribunale di Termini Imerese sulle case d’appuntamento che la donna avrebbe gestito, controllando tutto anche con telecamere collegate ad internet, in un appartamento in contrada Durrueli a Porto Empedocle, in una villetta in contrada San Pietro a Castronovo di Sicilia e in due lussuosi appartamenti a Palermo, uno in via Nicolò Turrisi vicino al palazzo di giustizia, l’altro in via Sperlinga vicino al teatro Massimo.

Giro di squillo tra Agrigento e Palermo, venezuelana in fuga

Intanto continuano e sono state estese dai carabinieri in tutta Italia le ricerche della donna venezuelana residente a Palermo che bazzicava anche nell’Agrigentino, ritenuta complice di Palma Costanza. La sudamericana, di cui non sono state fornite le generalità, è considerata l’addetta al reclutamento delle ragazze e, secondo gli investigatori, potrebbe essere legata a una “organizzazione superiore” dedita allo sfruttamento della prostituzione di ragazze sudamericane,in difficoltà economiche. La donna pare abbia già lasciato la Sicilia, ma la sua fuga potrebbe avere le ore contate.
Dolci incontri, proseguono le indagini. Gli investigatori adesso vogliono vederci e capire quale sia l’eventuale “organizzazione superiore” che possa esserci dietro il giro di squillo gestito dalle due donne che facevano arrivare, secondo l’accusa, le ragazze dall’estero. L’inchiesta che ha portato alla misura cautelare in carcere per Palma Costanza e per la venezuelana “latitante” è la naturale prosecuzione della precedente operazione “Dolci incontri”, coordinata dalla procura di Agrigento, che un mese portò all’arresto di Michele Salvatore Nuara, cinquantottenne castelterminese accusato di aver gestito una casa di prostituzione in contrada Cozzo – Disi a Casteltermini. Dopo quel blitz una delle donne trovate con un cliente decise di ribellarsi e collaborò con gli investigatori indicando le altre case d’appuntamento con ragazze venezuelane e dominicane frequentate da pensionati, impiegati, professionisti, operai e studenti per la modica “tariffa” di 50 euro a prestazione sessuale.