Redditi nell’Agrigentino, ecco i dati comune per comune

redditiStavolta Agrigento non è l’ultima. I dati sul reddito annuo pro-capite diffusi dal ministero dell’Economia e delle Finanze vedono la città dei templi al 15esimo posto tra le città capoluogo di provincia in Italia e al terzo posto in Sicilia dopo Palermo e Messina ma prima di tutte le altre.

Il reddito pro-capite, utile a definire lo stato di salute e benessere del Paese, equivale al reddito medio di ogni singolo cittadino in una nazione e si ottiene dividendo il reddito nazionale per il numero degli abitanti. Fra i 43 comuni della provincia di Agrigento – sulla base della dichiarazioni 2013, anno d’imposta 2012 – è Castrofilippo (10096 euro) ad avere il reddito pro-capite più basso; seguono Calamonaci (10572 euro), seguono poi Caltabellotta (10974 euro), Lucca Sicula (10912 euro) e Sant’Angelo Muxaro (10998 euro).


Mentre il reddito pro-capite più alto si registra ad Agrigento (19519 euro), seguono poi Porto Empedocle (15097 euro); Raffadali (14513 euro); Favara (14095 euro) e Aragona (14704 euro), dove sembra andare meglio che in città più grandi come Sciacca (14461 euro), Licata (13305 euro), Canicattì (13166 euro) e Ribera (13167). Va peggio, tra i centri più grossi, a Palma di Montechiaro dove è pari 11000 euro il reddito annuo pro-capite.

Fanno la differenza, mantenendo una buona media rispetto al resto della provincia, i due paesi più piccoli, per densità di popolazione, dell’Agrigentino, cioè Comitini (952 residenti 363 famiglie) dove il reddito pro-capite è di 13895 e Joppolo Giancaxio, 1.235 abitanti con un reddito medio di 13594 euro. Nelle isole Pelagie, a Lampedusa e Linosa, il reddito annuo pro-capite è di 14237 euro.

Tra i centri più piccoli della provincia nella zone montane va meglio a Casteltermini (13925 euro), Bivona (13731) e Cammarata (13359). Mentre tra i paesi della fascia costiera da segnalare Realmonte (13128 euro) che supera la più grande Menfi (12372 euro).

Ecco la situazione in tutti gli altri paesi dell’Agrigentino: reddito pro-capite a Grotte 13303 euro, Ravanusa 12149, Campobello di Licata 12649, Racalmuto 12899, San Giovanni Gemini 13252, Naro 10997, Santa Margherita di Belice 11916, Sambuca di Sicilia 12379, Santo Stefano Quisquina 12477, Siculiana 12170, Cattolica Eraclea 11566, Cianciana 11878, San Biagio Platani 11815, Alessandria della Rocca 11703, Montevago 11850, Burgio 11406, Santa Elisabetta 12372, Montallegro 11373, Camastra 12136, Villafranca Sicula 11214.


“In generale mi pare che si possa dire che questi livelli rappresentano in media valori assai più bassi della media delle regioni ricche del Paese e sono la conferma della povertà della nostra provincia – commenta il segretario generale della Cgil di Agrigento Massimo Raso -. Quanto alle differenze interne alla provincia andrebbero studiate meglio vedendo anche la serie storica. La Cgil – aggiunge Raso ribadendo le proposte del sindacato per tentare di uscire dalla crisi – sollecita da tempo la necessità di puntare con decisione sulle risorse del territorio come beni archeologici, risorse del sottosuolo, terme, agricoltura di qualità e artigianato. Beni e risorse non delocalizzabili perché uniche. La Regione siciliana – secondo il leader della Cgil agrigentina – è latitante sull’indice di queste questioni che dipendono in parte da scelte che la stessa deve compiere”.