Riforma pensioni 2014, le proposte della Cgil al Governo Renzi


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Riforma pensioni 2014, Susanna Camusso Cgil

Il nuovo comitato direttivo della Cgil, appena eletto dal XVII congresso, ha confermato Susanna Camusso alla guida del sindacato di Corso d’Italia. Su 151 aventi diritto, votanti 143, 105 sì, 36 no, astenuti due. E’ l’ultimo atto dell’assise che si è svolta dal 6 all’8 maggio al Palacongressi di Rimini alla presenza di oltre 900 delegati.
Riforma pensioni 2014, le proposte della Cgil al Governo Renzi. “La Cgil rivendica – si legge nella parte relativa alla riforma pensioni del documento Camusso approvato dal congresso – una profonda revisione delle attuali norme, attraverso un nuovo sistema pensionistico basato sulla flessibilità e la libertà di scelta delle persone, sulle condizioni effettive e gravose del lavoro svolto, sul riconoscimento dei tempi dedicati al lavoro di cura, alla formazione e alla riqualificazione delle persone.

Riforma pensioni 2014: Cgil, Cisl e Uil uniti contro Governo Renzi

Sulla base di questi principi, la Cgil propone a Cisl e Uil – ha sottolineato la Camusso sulla riforma pensioni 2014 proposta al Governo Renzi -una piattaforma rivendicativa da portare alla consultazione dei lavoratori e dei pensionati e al confronto con il Governo. Il previsto intervento per aumentare il reddito disponibile di una parte del lavoro dipendente è una prima misura utile che va necessariamente estesa ai redditi più bassi, ai pensionati, agli incapienti, al lavoro precario. Ai fini dell’efficacia dei suoi reali effetti, questo intervento di politica fiscale va collocato in una riforma complessiva del sistema, per un riequilibrio tra i redditi fondato sull’effettiva progressività e redistribuzione”.

Riforma pensioni 2014, le proposte della Cgil di Camusso

“A tal fine, sono necessarie – si legge sulla riforma pensioni 2014 nel documento Camusso – la tassazione sul patrimonio e sulle transazioni finanziarie, la lotta all’evasione e all’elusione fiscale, agli sprechi, alle inefficienze. Gli interventi che si stanno affermando sul mercato del lavoro continuano a perseguire una via che si è dimostrata inefficace e per molti versi fallimentare. Il futuro riordino delle norme di legge deve favorire e incentivare il lavoro stabile e qualificato e definire i diritti universali per tutte le tipologie di rapporto di lavoro”.

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