Agrigento perde Fabrizio Zicari, commozione per l’estremo saluto

zicariAGRIGENTO. Momenti di grande commozione, ieri nella chiesa di San Pio X del Villaggio Peruzzo, per l’estremo saluto al medico agrigentino Fabrizio Zicari, stroncato a 62 anni da una terribile malattia. Fabrizio Zicari, otorinolaringoiatra molto conosciuto in provincia di Agrigento sia per la sua attività professionale che per il suo impegno politico, fu consigliere e assessore sia al Comune di Agrigento che alla Provincia e candidato sindaco del centrosinistra nel 1997. Recentemente si era impegnato a scrivere e dando vita al monologo satirico “Luna Balocca” andato in scena al Teatro della Posta Vecchia.
Sconforto e commozione che vengono espressi anche con centinaia di messaggi in ricordo di Fabrizio Zicari postati sulla sua bacheca Facebook da amici, colleghi, pazienti, conoscenti che si stringono attorno al dolore della famiglia. “Grande, sorridente, gentile, signore, amabile Fabrizio”, così ricorda l’amico Donatella Trigona. “Ciao Fabrizio ti ricorderò per il tuo modo di essere mai banale mai scontato, unico e particolare”, scrive Michele D’Alessandro.


“Amico di gioventù, collega sempre affettuoso in ospedale per tanti anni, ci ritrovammo pure a fare politica insieme quando sai andato in consiglio comunale. Quando ci incontravamo nelle mattine d’estate a San Leone – ricorda Leonardo Castronovo ‎ – mi salutavi sempre con un bel sorriso e davanti alla tazzina di caffè con tanti amici si dissertava sempre in allegria. Ciao Fabrizio”. “Caro Fabrizio, avrei voluto e potuto – posta Carmelo Sarso -passare più tempo con te tutte le volte che ci incontravamo. Perché mi arricchivo con le tue idee, il tuo lato di vedere le cose, la tua ironia, la tua bella intelligenza, il modo che avevi di essere poeta. Peccato, che peccato non vedere più quel ciuffo bianco e grigio che si agitava ballerino mentre pedalavi sulla tua bicicletta. Sono addolorato”. “Mi mancano le parole ma non i ricordi. Ciao Fabrizio!”, scrive Maurizio Bonomo. “Un abbraccio fortissimo. Non dimenticherò mai – scrive Cinzia Schinelli – la luce dei tuoi occhi blu”. “Ti saluto – scrive Ottavio Sodano – utilizzando le tue parole: ‘Mi dimetto dal pensiero, dai sentimenti, dimissioni irrevocabili, da tutto quello che ha a che fare con la triste interiorità. Voglio stare al sole di mare, come una lucertola, unto di olio, a friggere. Tutt’al più alle orecchie un po’ di vintage…’. Ciao Fabrizio, certamente sarai già ‘al sole di mare’”.