Cattolica Eraclea il 18 maggio ricorda il carabiniere Domenico Barranco



Il Messaggero, 20 maggio 1955
Il Messaggero, 20 maggio 1955

CATTOLICA ERACLEA. E’ tutto pronto per la cerimonia di commemorazione del carabiniere scelto Domenico Barranco in occasione del 59esimo anniversario del suo assassinio. Al militare dell’Arma originario di Cefalù, medaglia d’oro al valor civile, ucciso a trentatré anni a Cattolica Eraclea nel 1955, verrà dedicata una lapide commemorativa all’interno della villetta dedicata a tutte le vittime della mafia in via Collegio che sarà scoperta dai familiari il 18 maggio prossimo e benedetta dall’arciprete don Nino Giarraputo alla presenza del vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico e del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. All’evento che si svolgerà a partire dalle ore 10 – promosso dal comando provinciale dell’Arma dei carabinieri diretto dal colonnello Riccardo Sciuto in collaborazione con l’amministrazione guidata dal sindaco Nicolò Termine – parteciperanno anche il senatore Giuseppe Lumia, componente della commissione parlamentare antimafia, l’assessore regionale alla Formazione Nelli Scilabra e il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina. Prevista l’esibizione della banda musicale “Alessandro Scarlatti” diretta dal maestro Maurizio Mongiovì.

vittime dle dovere
Domenico Barranco, carabiniere scelto, medaglia d’argento al valor civile, ucciso a Cattolica Eraclea il 18 maggio 1955

Il delitto del carabiniere Domenico Barranco è ancora vivo nella memoria di molti cattolicesi e cedaludesi, all’epoca la notizia balzo sui più importanti giornali nazionali. Il delitto risale al 18 maggio 1955, avvenne tra il calvario e il cimitero di Cattolica Eraclea. Due carabinieri stavano svolgendo un servizio di appostamento per sventare un tentativo di estorsione ai danni di Giuseppe Spagnolo, agricoltore di 60 anni, cugino omonimo del leader del “sindaco contadino” di Cattolica Eraclea ucciso dalla mafia la notte il 14 agosto del 1955. Vi fu un conflitto a fuoco tra una pattuglia di carabinieri e due banditi che si concluse con la morte di un militare e di un pregiudicato cattolicese. Così nella motivazione della medaglia al valor civile concessa a Barranco: “Durante un servizio di perlustrazione, avvistati due individui che avevano compiuto poco prima un’impresa delittuosa e che tentavano di allontanarsi con la refurtiva, si slanciava arditamente per primo al loro inseguimento e, malgrado fatto segno da colpi d’arma da fuoco, proseguiva coraggiosamente nella sua azione. Gravemente ferito da un colpo trovava ancora la forza di reagire col fuoco della sua arma fino a quando si abbatteva esanime al suolo. Mirabile esempio di dedizione al dovere, spinta fino al sacrificio della vita”.
Da: Giornale di Sicilia