Vittime della mafia, commemorato il carabiniere Domenico Barranco a Cattolica Eraclea

barrancoCon oggi, sono 59 gli anni trascorsi dalla tragica scomparsa del Carabiniere Scelto M.A.V.C. (medaglia d’argento al valor civile) Domenico Barranco, originario di Cefalù, in provincia di Palermo, sacrificatosi nel compimento del dovere per l’affermazione dei nobili ideali di libertà e giustizia, all’età di 32 anni.
Appartenente alla squadriglia di Favara, alle ore 21 del 18 maggio 1955 fu comandato, con altri cinque militari, in servizio di appiattamento alla periferia dell’abitato di Cattolica Eraclea nei pressi di un ovile recintato da un muretto, per la cattura di pericoloso latitante.


La paziente e vigile attesa non fu vana. Di li a poco un lieve calpestio e il profilo di due ombre attrassero l’attenzione dei due militari: due individui tentavano di scavalcare il muro con una capra rubata all’ovile. Sorpresi dal pronto intervento dei carabinieri, i malfattori abbandonarono la preda e, favoriti dall’oscurità, si dettero alla fuga inseguiti dai militari.
Dopo breve ed affannosa corsa, il carabiniere Barranco ne afferrò uno, ma venne contemporaneamente fatto segno a numerosi colpi di pistola da parte del fuorilegge, rimanendo ucciso. L’immediata reazione di altro carabiniere colpì a morte il delinquente.
Una cerimonia per commemorare il militare dell’Arma Caduto in servizio è stata effettuata con inizio alle ore 10:00 di oggi a Cattolica Eraclea dal Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento, presso la villetta comunale dedicata a tutte le Vittime della mafia di via Collegio, alla quale hanno preso parte Autorità locali, civili e militari.
Una Guardia d’onore in G.U.S. (grande uniforme speciale) composta da sei Carabinieri, un maresciallo ed un trombettiere, schierati nel luogo della cerimonia, dove è stata scoperta anche una lapide marmorea, hanno fatto da cornice in ricordo del commilitone Carabiniere Scelto Domenico Barranco. Erano presenti, oltre al Comandante Provinciale, Colonnello Riccardo Sciuto, Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri intervenuti da varie parti della provincia di Agrigento. Altri due Carabinieri, sempre in G.U.S., hanno invece deposto una corona d’alloro.


Dopo l’afflusso degli invitati, la cerimonia ha avuto inizio con un intervento del Sindaco di Cattolica Eraclea, Dr. Nicolò Termine, seguito poi da quello molto toccante di una nipote del Carabiniere Scelto Barranco.
Alle parole del Col. Riccardo Sciuto è poi seguita la declamazione di una poesia in vernacolo e la scopertura di una lapide marmorea con la seguente motivazione:
“Durante un servizio di perlustrazione, avvistati due individui che avendo compiuto poco prima un’impresa delittuosa, tentavano di allontanarsi con la refurtiva, si slanciava arditamente per primo al loro inseguimento e, malgrado fatto segno a colpi d’arma da fuoco, proseguiva coraggiosamente nella sua azione. Gravemente ferito da un colpo di pistola, mentre stava per afferrare uno dei malfattori, trovava ancora la forza di reagire col fuoco della sua arma, fino a quando si abbatteva esanime al suolo.
Mirabile esempio di dedizione al dovere, spinta fino al sacrificio della vita”.
Cattolica Eraclea, 18 maggio 1955.
(segue…)