Mafia, confermato ergastolo a carceriere piccolo Giuseppe Di Matteo

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Il piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso e sciolto nell’acido.

La Corte d’appello di Palermo ha condannato all’ergastolo Angelo Longo, ritenuto capo della famiglia mafiosa di Cammarata (in provincia di Agrigento). L’uomo, secondo quanto riporta l’Ansa, era accusato di essere stato uno dei carcerieri di Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino, rapito,strozzato e sciolto nell’acido dopo oltre 300 giorni di prigionia. In primo grado Longo, che nascose Giuseppe in una masseria per un periodo, era stato condannato per mafia a 10 anni e assolto dall’accusa di sequestro aggravato dalla morte della vittima.


Il piccolo Giuseppe Di Matteo fu vittima di una vendetta trasversale nel tentativo di far tacere il padre. L’imputato dovrà risarcire 200mila euro ai genitori e 150mila al fratello del bambino a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva. Quella a carico di Longo è una delle ultime tranche dell’inchiesta sul sequestro e l’omicidio del bambino che ha portato alle condanne di mandanti ed esecutori del delitto. La corte, informa l’Ansa, ha poi riformato parzialmente la sentenza nei confronti dei coimputati di Longo, accusati a vario titolo di mafia ed estorsione. A 8 anni sono stati condannati Vitale Collura, Mariano Gentile, Vincenzo Cavetto e Giovanni Scozzaro. Sette anni sono stati inflitti a Giuseppe Di Piazza e 16 a Vincenzo Di Piazza. Confermata l’assoluzione di Salvatore Giambrone. E’ stato assolto invece Salvatore Costanza che in primo grado aveva avuto 10 anni.