In cerca di rifugio nell’Agrigentino, ecco le storie degli amici africani

rifugiatiVanno in spiaggia a godersi il mare e poi cercano i colori per tingersi il viso di verde, bianco e rosso in occasione della partita dell’Italia. Così festeggiano la Giornata del rifugiato alcuni richiedenti asilo accolti nell’Agrigentino mentre cercano “lavoro e un po’ di pace”.


Dall’inizio dell’anno sono circa 8.000 i rifugiati sbarcati a Porto Empedocle, in molti ospiti nell’ambito del piano Sprar del ministero dell’Interno in strutture e case sparse tra Agrigento, Siculiana, Racalmuto, Cattolica Eraclea, Favara, Naro, Canicattì, Castrofilippo, Grotte, Sant’Angelo Muxaro, Alessandria delle Rocca, Camastra, Naro, Palma di Montechiaro, Casteltermini, Cammarata, San Giovanni Gemini, Montevago, Santa Margherita del Belice, Sambuca di Sicilia, Sciacca e Menfi.

Entusiasti di stare ormai da quasi un anno a contatto con giovani che arrivano dalla “terra dei senza diritti” in fuga da guerre e povertà – provenienti dalla Nigeria e dalla Somalia, dal Ganha, dal Gambia o dalla Siberia o dalla Costa d’Avoria – il responsabile dell’accoglienza Sprar a Cattolica Eraclea Francesco Campisi e l’educatrice Simona Schifano che collaborano con l’Omnia Academy che in questi giorni ha promosso una serie di eventi in diversi centri per diffondere la cultura dell’accoglienza.

“Qui – raccontano – tutti si sono integrati bene, l’istruttrice di fitness Antonella Messina li accoglie gratuitamente nella sua palestra”. Marx, 21 anni, arriva dal Gambia, ama il calcio, come gli altri al mondiale tifa Italia, gioca sempre a calcetto ed è in attesa di un documento per andare a giocare nell’Asd Cattolica Eraclea. Lui si trova “bene qui in Sicilia, ma vorrei un lavoro”, dice. Mentre Derrick, 17 anni, arriva dal Ghana e “sogno di andare a lavorare Milano, dove già vive mia sorella con due figli”, racconta. Non si trova bene a Cattolica, è a un passo dalla sorella ma non può raggiungerla, vuole andare “via da qui e andare a lavorare, anche in nord Europa, qualsiasi lavoro tranne rubare”.


Saddik ha 19 anni e arriva dalla Somalia. Prima di arrivare in Sicilia, via mare partendo dalla Libia e approdando a Lampedusa, è passato dall’Etiopia e dal Sudan dove ha “lavorato per pagare il biglietto del viaggio della speranza. Il mio sogno – dice – è quello di fare il meccanico”. Qualcosa la sa già fare ma avrebbe bisogno di un corso di formazione: “Sono disposto a fare qualsiasi cosa pur di trovare un po’ di pace e lavorare per mandare aiuti alla mia figlia e per un futuro migliore”. Edmond, 17 anni, arriva dal Ganha, dove lavorava in fattoria. Qui vorrebbe fare lo stesso lavoro ma “non trovo nulla, però tutto sommato mi trovo bene”. Omar ha 19 anni e arriva dalla Somalia: “Qui sto bene ma vorrei andare dove c’è lavoro, in qualsiasi altro posto purché ci sia lavoro”. Sono stati invitati a raccontare le loro storie alcuni dei rifugiati africani ospiti nei centri della Valle del Belice gestiti dalla cooperativa Quadrifoglio tra Sambuca di Sicilia, Menfi, Montevago a Santa Margherita del Belice dove ieri la Giornata del rifugiato è stata celebrata con musica, balli, cibi e racconti multiculturali al palazzo Filangeri Cutò, momento di condivisione per cattolici e musulmani. In occasione della ricorrenza della Giornata mondiale del rifugiato il gruppo sportivo Valle dei Templi di Agrigento in collaborazione con l’associazione culturale Acuarinto e con il patrocinio del Comune di Agrigento, della Provincia e del ministero dell’Interno e dell’Acsi promuove una corsa su strada inserita all’interno del circuito provinciale del Gran Prix di corsa su strada. Insieme agli atleti provenienti da tutta la provincia – domenica 22 giugno nella città dei templi – ci saranno anche i giovani richiedenti asilo ospiti nelle strutture di accoglienza dell’Agrigentino.