Immigrati: basi traffico in Sudan e Libia, cellule in Italia

sudanLe indagini che hanno portato ai nove fermi di trafficanti di esseri umani responsabili, tra l’altro, del naufragio del 3 ottobre scorso a Lampedusa, dove morirono 366 africani, hanno fatto emergere l’esistenza di una “cellula italiana” che opera in Sicilia – in particolare ad Agrigento – e a Roma dove gli extracomunitari, che una volta giunti in Italia fanno perdere le proprie tracce, vengono alloggiati in case e appartamenti in attesa di proseguire verso altre mete, non solo in Europa ma anche in America. I poliziotti hanno eseguito diverse perquisizioni. Non risultano al momento, contatti con la criminalita’ organizzata locale. Sette i provvedimenti di fermo eseguiti, 2 a Roma e 7 in Sicilia.


Le accuse contestate, a vario titolo, sono: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e reati contro la persona, l’ordine pubblico e la fede pubblica aggravati dal fatto di essersi avvalsi del contributo di un gruppo criminale impegnato in attivita’ criminose in piu’ di uno stato; perche’ in concorso morale e materiale, con piu’ condotte in tempi diversi, al fine di trarre profitto, compivano atti direttia procurare l’ingresso nel territorio italiano in violazione della normativa vigente in materia di immigrazione; atti aggravati, tra le altre cose, dall’avere esposto a pericolo la propria vita ed incolumita’ i cittadini stranieri trasportati e per avere sottoposto gli stessi a trattamento inumano, traendone profitto. I fatti contestati sono stati commessi sia all’estero (Eritrea, Sudan, Libia, Israele ed altre nazioni africane; Svezia, Germania, Norvegia, Olanda, Francia, Austria, Australia e Canada) sia in Italia (Lampedusa, Agrigento, Roma, Mineo, Caltagirone) a partire da ottobre scorso. Il procedimento riguarda le attivita’ criminose di una associazione a delinquere transazionale operante tra l’Eritrea e il Sudan, i paesi del Maghreb e l’Italia, finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel territorio italiana e alla commissione di altri gravi reati, relativi al trattamento inumano a cui venivano sottoposti i migranti prima e durante il viaggio. “In particolare – scrivono i magistrati nel provvedimento di fermo – e’ emersa la piena partecipazione da parte di tutti gli indagati con ruoli e modalita’ di partecipazione differenziate. Mentre sono ancora in corso le investigazioni per individuare gli altri componenti del sodalizio e la complessiva rete di persone che consente, a tutt’oggi, la piena operativita’ in ambito internazionale del gruppo criminoso e la sua potenzialita’ criminosa”. (AGI)