Quel cuore agrigentino che batte forte in Tanzania (VIDEO)

Mentre tanti africani continuano a sbarcare sulle coste agrigentine, un cuore agrigentino continua a battere forte in Africa. Significativo l’impegno di numerosi volontari agrigentini, cattolici e laici, che continuano a dare il loro contributo in Tanzania, nella regione di Iringa. In particolare tra Ismani, dove dopo 39 anni ha chiuso i battenti, ma continua a sostenere le attività a distanza, la missione della Diocesi di Agrigento portata avanti, tra gli altri, da don Angelo Burgio di Campobello di Licata che ha subito un attentato, e Ipogolo dove opera la Comunità Cristiani nel Mondo fondata a Favara da monsignor Giuseppe Di Marco e attualmente presieduta dalla deputata all’Ars Margherita La Rocca.

“Finalmente, grazie all’aiuto della famiglia Kurdis e della Comunità Cristiani nel Mondo, siamo riusciti ad aprire una casa per bambine, perché in parrocchia a Ipogolo c’era solo una casa per maschietti”. E’ con orgoglio che suor Grazia Rizzuto di Canicattì – “da quindici anni in Tanzania, dove mi sono trovata benissimo” – mostra il nuovo orfanotrofio “auspicando per il futuro che questa comunità cresca sempre più e abbia numerose vocazioni e benefattori, da soli non ce la possiamo fare. Vogliamo proseguire con le adozioni a distanza e i progetti di formazione”.

Di ritorno dalla missione “Un Cuore per Ipogolo 2014” il cardiochirurgo Giovanni Ruvolo, presidente dell’associazione onlus “A cuore aperto” e la moglie Margherita La Rocca; con loro un gruppo di volontari, veterani e new entry. “Cosa mi ha spinto a venire in Tanzania? Il desiderio di mettermi un po’ a disposizione di chi non è più fortunato di noi, alla fine dell’esperienza il bilancio è nettamente positivo perché ricevi molto di più rispetto a quello che dai”, così l’odontoiatra Giacinto Marra di Cattolica Eraclea. Florinda Gulotta, massoterapista e animatrice di Montevago, è tra le new entry dei volontari “A cuore aperto” in Africa. Per due settimane in Tanzania ha portato gioia e divertimento tra centinaia di bimbi incontrandoli senza sosta nelle scuole, negli orfanotrofi e nei villaggi tra cartoon, balli di gruppo, canti, giochi, colori, caramelle e tanto affetto. “E’ stata un’esperienza straordinaria – ha detto – che mi ha arricchito sia dal punto di vista umano che professionale, un’esperienza che mi piacerebbe ripetere”.

Ed è già pronta a tornare in Africa anche Nazarena Reina, giovane infermiera di Cammarata, che ha collaborato con i medici e ha anche adottato un bimbo: “Un’esperienza ricca ed emozionante”. Dello stesso avviso il giovane volontario di Sciacca Amedeo Vaccaro. “Abbiamo avviato dieci anni fa il progetto Un cuore per Ipogolo che è fondamentalmente di tipo sanitario e che ha la sua base nel dispensario di Ipogolo che la Comunità Cristiani del Mondo porta avanti da oltre 15 anni. Ma non possiamo fermarci solo ai bisogni sanitari e quindi – afferma Margherita La Rocca – ci dedichiamo alla formazione, all’assistenza scolastica, all’animazione per i bimbi e al sostegno a tante famiglie povere fornendo cibo e vestiti. Iniziative che portiamo avanti grazie a centinaia di volontari e benefattori”. Tra i quali Giuseppe Barrile, 13 anni, di Montevago: ha raccolto 450 euro in un salvadanaio e ha comprato riso e mais per i bimbi africani. “Lavoriamo per l’assistenza sanitaria ai bisognosi anche in Sicilia, ma sono molto felice – afferma Giovanni Ruvolo – che in questi anni abbiamo realizzato tante belle cose in Tanzania. Oltre a curare centinaia di malati abbiamo dato l’opportunità di studiare a centinaia di giovani, molti dei quali sono diventati medici, infermieri, operatori sanitari. E’ certamente una bella soddisfazione oltre che un grande aiuto a questo popolo africano che ne ha tanto bisogno”.