#AmunìSicilia, Giusy Savarino lancia nuovo movimento dei moderati

Giusy Savarino #AmunìSicilia
Giusy Savarino #AmunìSicilia

L’associazione #AmunìSicilia, associazione moderati uniti, presieduta dal’ex deputata regionale Giusy Savarino, organizza un evento politico il 19 luglio. A spiegare gli obiettivi del nuovo movimento politico è la stessa Giusy Savarino in una lunga lettera pubblicata sul sito www.amunisicilia.it che si ripropone integralmente.
Dalla voglia di riunire i moderati, senza nostalgie, nasce l’associazione Amunì Sicilia, Amunì – che in dialetto siciliano è un’esortazione ad andare avanti – è l’acronimo di Associazione moderati uniti, e mette insieme le esperienze dell’On. Giusy Savarino e dell’On. Giuseppe Catania (fondatore di Forza italia in Sicilia nel 94) e tanti giovani amministratori, nel tentativo di fare da pungolo a un centrodestra frammentato, al fine di trovare nuovi stimoli e rilanciare le politiche cattoliche liberali.
L’Associazione, promuove per il 19 luglio l’apertura di un laboratorio politico, un grande evento che si terrà nella prestigiosa Villa Filippina, sede dei più importanti eventi culturali a Palermo, le esperienze incontreranno le novità e si confronteranno sulla costruzione di una alternativa alla sinistra.
L’evento, che andrà in diretta streaming, e avrà una finestra su sky tg24, vedrà la partecipazione di tanti giornalisti, tra questi Francesco Verderami del corriere della sera, che ci aiuterà a fare la quadra insieme a leader come Giorgia Meloni, Raffaele Fitto, Saverio Romano, Enzo Gibiino, Daniele Capezzone, Salvatore Cicu, Antonio Scavone e Gianpiero D’alia, che hanno già aderito con entusiasmo, e tanti altri, tra cui Maurizio Lupi, Anna Maria Bernini, Paolo Romani da cui aspettiamo conferma.
Ma, ovviamente, Villa Filippina il 19 luglio sarà aperta a tutti.
Essenziale sarà il coinvolgimento, anche attraverso il sito internet, www.amunisicilia.it, la pagina facebook e twitter, di tanti giovani amministratori, militanti o anche semplici appassionati, che saranno chiamati a dire la propria sui temi oggetto di specifiche tavole rotonde, i cui dibattiti saranno arricchiti dall’esperienza di politici più navigati e di tecnici e professionisti. Già sono tantissime le adesioni di giovani sindaci, consiglieri comunali, spesso eletti in liste civiche in cerca di riferimenti, speriamo di costruire un progetto credibile che possa coinvolgerli ed appassionarli.
Verrà trattato il tema delle riforme istituzionali, quale assetto istituzionale immaginiamo per l’Italia; si parlerà dell’euro, con l’aiuto di un economista di spessore e con le idee scettiche dei no euro di Fratelli d’Italia, e ancora delle politiche di integrazione, multiculturalismo o difesa delle propria identità? In maniera non clericale si discuterà di temi etici, eutanasia, aborto, adozioni, genitore 1 e 2 e le problematiche dei LGBT; con l’aiuto di alcuni imprenditori di successo che oggi creano lavoro si cercherà di capire come fare nuova occupazione, partendo dalla questione meridionale, esiste ancora? Si discuterà della riforma della giustizia, insieme a Magistrati e Avvocati; della riforma del fisco e della pubblica amministrazione, dell’agricoltura, del turismo e dell’ambiente, dei fondi europei e della risorsa horizon 2020.
E’ quasi naturale associare l’evento Amunì ad una sorta di Leopolda di centrodestra, e se per Leopolda si intende un laboratorio politico, una fucina di idee attraverso il coinvolgimento di tanti giovani amministratori e appassionati, la similitudine regge, ma se la Leopolda si riduce alla sola ansia di rottamazione, allora bisogna operare dei chiari distinguo, innanzitutto perché il principio della rottamazione non ci appartiene culturalmente, ci è stato insegnato che dalle esperienze altrui c’è sempre da imparare, e nel centrodestra italiano maestri da cui imparare non mancano, riteniamo sia presuntuoso arrogarsi il diritto di poter rottamare qualcuno, diritto che semmai bisogna ridare agli elettori.
Il 40% del pd non deve spaventarci, Renzi vince con meno voti, in termini numerici, presi da Veltroni quando perse; in buona sostanza la vittoria del pd è frutto della sconfitta dei partiti di centro e di destra che non hanno saputo coinvolgere il proprio elettorato, per svariati motivi, un elettorato che non ha scelto diversamente, ma ha preferito non scegliere, rimanendo a casa. Quei voti sono lì, congelati, bisogna saperli riconquistare, dobbiamo avere la capacità di costruire un progetto credibile che possa entusiasmare un elettorato demotivato e dobbiamo farlo partendo dai nostri temi, dalle idee e dalla passione politica di tanti giovani.
Sarà possibile trovare un humus che favorisca, condizioni e promuova un’alternativa credibile al populismo di sinistra? Tanto entusiasmo e tante idee, diventeranno pensieri condivisi? Certi che si possa ripartire dalle tante cose che ci uniscono, piuttosto che soffermarsi sulle poche che ci dividono, noi ci proviamo, partendo dalla Sicilia.
#Amunì Sicilia, #Amunì Italia!
On. Avv. Giusy Savarino