Novità su indulto e custodia cautelare, magistrati preoccupati



riforma giustizia 2014
Riforma giustizia 2014, novità Governo Renzi

“Oltre 20milioni di risarcimenti ai criminali per il sovraffollamento carcerario, piu’ sconto del 10% sulle pene e liberta’ concessa a scippatori e ladri: contro la vergogna del quinto svuotacarceri siamo pronti a un’opposizione durissima”. Lo dice il deputato leghista Nicola Molteni, capogruppo in commissione giustizia, a proposito del decreto sul sovraffollamento carcerario, un “indulto mascherato”. “Il governo intende garantire oltre 20milioni ai criminali perche’ detenuti in celle troppo piccole, quando tra gli italiani ci sono padri di famiglia e disoccupati che mangiano alla Caritas e un tetto neanche l’hanno. E’ un insulto a disoccupati, esodati e cassaintegrati. In aula siamo pronti alle barricate per bloccare questa ennesima vergogna”, conclude.


Sta creando preoccupazione tra i magistrati milanesi il decreto legge entrato in vigore lo scorso 28 giugno sui risarcimenti ai detenuti ristretti in condizioni inumane laddove vieta la custodia cautelare in carcere “se il giudice ritiene che, all’esito del giudizio, la pena da eseguire non sara’ superiore a 3 anni”. Preoccupazione perche’ la norma comporta il rimettere in liberta’ persone ritenute socialmente pericolose, e senza un luogo dove stare almeno ai domiciliari, anche se condannate per reati meno gravi che interessano la criminalita’ di strada o per stalking e maltrattamenti. La questione, che e’ stata posta informalmente da alcuni giudici al ministro della Giustizia Andrea Orlando al termine della riunione ‘tecnica’ con i vertici degli uffici giudiziari milanesi, sta interessando tutti i presidenti delle sezioni penali: da due giorni, da quanto si e’ saputo, stanno monitorando la situazione per verificare in termini numerici le ricadute concrete del provvedimento che alcuni hanno gia’ battezzato “indulto mascherato”. In sostanza stanno facendo i conti di quante saranno le persone che, senza un luogo dove poter essere poste ai domiciliari, dovranno essere rimesse in liberta’, sia nei giudizi celebrati in seguito di arresti in flagranza (per direttissima) sia di primo e secondo grado.


“Questa norma – ha spiegato Fabio Roia, presidente della sezione misure di prevenzione – impone ai giudici di non applicare la custodia cautelare in carcere a soggetti che sono socialmente pericolosi anche se riportano condanne per reati meno gravi ma che interessano la criminalita’ di strada. Inoltre segna un particolare punto di arresto nella tutela delle donne vittime di violenze. Tutto cio’ – ha osservato Roia – pone problemi per la sicurezza dei cittadini”. Intanto, oggi, nell’ufficio del presidente del Tribunale Livia Pomodoro, davanti al guardasigilli e ad altre autorita’, e’ stato illustrato “lo stato di avanzamento del piano strategico e dei progetti di innovazione” degli uffici giudiziari del capoluogo lombardo in vista di Expo. Tra questi il processo civile telematico e l’Urp, l’ufficio relazioni con il pubblico che e’ in via di potenziamento. “Con l’Expo arriveranno a Milano – ha spiegato Livia Pomodoro – milioni di persone da tutto il mondo e ora noi potremo dire alle imprese straniere che la giustizia a Milano e’ veloce, sicura e capace di dare risposte rapide in tempi certi”. (ANSA)