Riforma pensioni Renzi, novità pensione anticipata Poletti

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Riforma pensioni 2014, sì alla pensione anticipata, parla il ministro Poletti. La questione flessibilità in uscita ”esiste”. A riconoscerlo è il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che però ribadisce come la priorità spetti agli esodati e a tutti coloro che si ritrovano senza tutele. Dopo l’invito rivolto dall’Inps, in occasione della relazione annuale al parlamento, Poletti chiarisce all’Ansa come infatti abbassare il grado di rigidità del sistema abbia ”una sua corposa problematicità dal punto di vista economico”. C’e’, quindi, un nodo risorse che non può essere ignorato davanti a un’operazione simile. Mettere le mani sull’impalcatura uscita dalla riforma delle pensioni Fornero avrebbe d’altra parte tante implicazioni. All’indomani delle osservazioni del commissario straordinario Inps, Vittorio Conti, sull’opportunità’ di smussare alcuni angoli della struttura senza stravolgimenti, il ministro ammette che ”esiste un tema, in generale, di come possiamo flessibilizzare l’uscita”, tuttavia prima occorre affrontare ”le emergenze sociali”. Due sono le categorie che meritano secondo Poletti la precedenza: esodati e quanti hanno perso il lavoro e ora sono senza ammortizzatori o pensione. Inoltre per il ministro ogni discorso sulla flessibilità va inserito nelle ”’dinamiche” che riguardano le ”scelte del governo sull’utilizzazione delle risorse”. Di certo il menù delle ipotesi circolate sul fronte flessibilità e’ vario. Ci sono le proposte della commissione Lavoro della Camera, guidata da Cesare Damiano (Pd), tra cui il ritorno al sistema delle quote o la possibilità di andare in pensione a 62 anni, con 35 anni di contributi e con una penalizzazione dell’8%. C’e’ invece chi suggerisce il prestito previdenziale.

Riforma pensioni, la Fornero ci ripensa. Sì ad una maggiore flessibilità ma puntando ad un buon mercato del lavoro perché’ una buona pensione, soprattutto quelle future dei giovani “non la fanno le alchimie politiche ma la crescita e le riforme”. E’ l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, autrice di una delle leggi più dure sulla previdenza ad ‘aprire’ alla possibilità di ritocchi alla riforma del 2011 unendosi così alle richieste che continuano ad arrivare non solo dal fronte politico ma anche da quello economico, non ultimo, ieri, il Commissario Inps, Vittorio Conti. “Se oggi ci fosse spazio in termini di risorse direi che il voler rendere più flessibile l’uscita dal lavoro e’ un buon obiettivo e ne sarei contenta”, dice conversando con l’Adnkronos. “Non avrei proprio nulla da obiettare ad una maggiore flessibilità”, ribadisce ricordando come prima di ‘salire’ al governo lei stessa avesse difeso la bontà delle riforme già effettuate “che dovevano solo andare a regime”. Ma la crisi del 2011 non lasciò scelta: “quella severità, quella riforma, consentì al Paese di chiudere la procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo che ci pendeva sulla testa. Una cosa che tutti dimenticano ora”, si difende, ribadendo che se non fosse stata per quella emergenza finanziaria “la riforma sarebbe potuta essere molto più graduale”.

Riforma pensioni, ultime notizie. La commissione parlamentare di controllo sugli Enti previdenziali ha approvato all’unanimità – riferisce l’agenzia Radiocor – la relazione sulle iniziative per l’utilizzo del risparmio previdenziale complementare a sostegno dello sviluppo dell’economia reale del Paese. Nella relazione, si legge in una nota, si prevede una serie di interventi di modifica della normativa relativa ai fondi pensione e alle casse private, per incentivare il risparmio previdenziale e favorire il consenso degli enti previdenziale ad investire in iniziative di supporto all’economia reale. Nel documento si propongono, tra l’altro, agevolazioni fiscali, l’armonizzazione della tassazione degli utili tra fondi pensione e casse private e il coinvolgimento della Cdp.