Riforma della giustizia “per la ripresa economica”, Orlando ad Agrigento

Riforma della giustizia, ministro Andrea Orlando ad Agrigento
Riforma della giustizia, ministro Orlando ad Agrigento
“Avere una giustizia efficiente è anche un modo per aiutare la ripresa economica e il superamento della crisi”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd) intervenendo ieri al teatro Pirandello di Agrigento al convegno dal titolo “Riforma della giustizia: magistratura e avvocatura insieme per un’occasione da non perdere”. Un confronto sulla riforma della giustizia del Governo Renzi promosso dall’associazione “Rifare l’Italia” in collaborazione con la sezione agrigentina dell’Anm e l’Ordine degli avvocati di Agrigento. Ad accogliere il guardasigilli il prefetto di Agrigento Nicola Diomede e i vertici provinciali di carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia penitenziaria.

All’incontro, moderato dall’avvocato Giuseppe Aiello, sono intervenuti, tra gli altri, il procuratore della Repubblica Renato Di Natale, il presidente dell’Ordine degli avvocati Antonino Gaziano, il presidente del tribunale di Agrigento Luigi D’Angelo, il deputato all’Ars Giovanni Panepinto ed il deputato nazionale Tonino Moscatt. “Abbiamo indicato 12 obiettivi e abbiamo aperto la consultazione online con le proposte la giustizia civile e la riforma della magistratura onoraria, ora proseguiremo sull’assetto ordinamentale e sul penale”, ha detto Orlando. “Non è che in questo particolare momento l’introduzione della responsabilità civile non sia un tentativo di spuntare le armi della magistratura?”, ha detto invece il procuratore della Repubblica di Agrigento Renato Di Natale al confronto con Orlando sulla riforma della giustizia durante il quale, facendo il punto sulla situazione agrigentina, lanciando l’allarme per molti processi che finiscono con la prescrizione dei reati a causa dei tempi della giustizia.

“Quando una procura come quella di Agrigento ha il 30% di scopertura di organico, il personale amministrativo è sempre in decremento perché ci sono solo pensionamenti e mai assunzioni, la riqualificazione del personale amministrativo non avviene, tutto questo crea problemi per un funzionamento migliore della giustizia. Sono numerosissimi – ha detto Di Natale – i processi attualmente in corso rischiano di finire con la prescrizione per lungaggini. Taluni processi di grande spessore con esponenti della pubblica amministrazione e reati gravi durano da due a tre anni, ciò ci lascia intendere le difficoltà ci siano sia a tutela degli imputati sia a tutela della giustizia quando vengano affermate responsabilità penali”. “E’ positivo – ha detto il presidente dell’Ordine degli avvocati di Agrigento Antonino Gaziano – il fatto che il primo ministro Renzi abbia dichiarato che sulla giustizia è necessario discutere con serenità e calma confrontandosi con tutte le parti interessate, anche noi faremo le nostre proposte”.

“Il tema della giustizia – ha detto la parlamentare del Pd Maria Iacono – è stato utilizzato in questi 20 anni in malo modo, il ministro Orlando sta cercando di risolvere i problemi reali della giustizia, che riguardano anche l’economia del territorio nazionale ma soprattutto del Sud”. “Importante – ha detto il deputato all’Ars Giovanni Panepinto – il progetto di processo civile telematico che sta avviando Orlando: accorcia i tempi, le distanze e anche l’approccio dei cittadini alla giustizia. Il cittadino oggi ha paura della giustizia si penale che civile, per questo servono le riforme”.”Abbiamo bisogno – ha detto il deputato Tonino Moscatt– di una giustizia più snella e più veloce, più vicina al cittadino e meno farraginosa, che dia il senso del rispetto della dignità della persone e della semplificazione collettive che lo Stato ha bisogno. La riforma Orlando va in questa direzione”.