“Buttanissima Sicilia” ad Agrigento, Crocetta sul banco degli imputati

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Cita Antonio Gramsci e si atteggia a Pio La Torre, ma “l’ultimo governatore della Sicilia sta realizzando il grande capolavoro di far rimpiangere i suoi predecessori. E’ stato perfino peggiore”. Di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, s’intende. Non usa mezzi termini nei confronti del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta il giornalista de Il Foglio Pietrangelo Buttafuoco che ieri sera ha presentato all’ex collegio dei Filippini di Agrigento il suo nuovo libro dal titolo “Buttanissima Sicilia”, pubblicato da Bompiani con il sottotitolo di copertina “dall’Autonomia a Crocetta, tutta una rovina”.
Ad organizzare l’incontro l’associazione Demos, con la collaborazione della Bompiani e con il patrocinio del Comune di Agrigento. Sul banco degli imputati la presunta “rivoluzione” di Crocetta e lo Statuto dell’Autonomia regionale siciliana da cui – secondo il cronista e scrittore catanese – “originano il malaffare e un costume politico inaccettabile”. A discutere del libro e di politica insieme all’autore – che scrive che in Sicilia ci sono “Due tipi di mafia: la mafia e la mafia dell’antimafia” – i parlamentari Claudio Fava (Sel), Angelo Capodicasa (Pd) e Fausto Raciti, segretario regionale del Partito democratico. A moderare il dibattito l’assessore alla Cultura del Comune di Agrigento Maurizio Masone.
“La rivoluzione di Crocetta è soltanto una mistificazione – secondo Buttafuoco -. La situazione è così caduta in Sicilia che perfino la mafia – sostiene – è diventato un problema secondario. E’ urgente la sopravvivenza di questa terra. E’ urgente che si arrivi a un commissariamento della Sicilia, non è possibile immaginare di governare la Sicilia col ricatto del consenso”. “Il problema che Buttafuoco pone nel suo libro esiste, cioè il problema – ha sottolineato Angelo Capodicasa in maniera un po’ più diplomatica – di una Regione che non è all’altezza del momento politico che stiamo attraversando, l’economia frena e soprattutto non appare in grado di invertire la tendenza”.
E sui “professionisti dell’antimafia” così si esprime il segretario regionale del Pd Fausto Raciti: “Credo che l’antimafia non possa essere una maschera dietro la quale nascondere la pretesa di decidere a chi dare le patenti di moralità e a chi no”. “Il libro di Buttafuoco non è un modo per denigrare Crocetta, è un modo – ha detto Claudio Fava – per provare a svelare, a mettere a nudo questo re, questo monarca, a raccontare quanta malinconia ci sia in questi vezzi, in queste esibizioni e quante occasioni la Sicilia sta continuando a perdere”.