Cattedrale di Agrigento, nuova denuncia contro l’abbandono arriva dal cielo



Cattedrale di Agrigento
Cattedrale di Agrigento ripresa dal drone di Massimo Alaimo
Se prima le denunce arrivavano tramite manifesti, volantini o carta bollata adesso la fantasia non ha limiti e viene usato ogni mezzo per far sentire la propria voce. Stavolta arriva dal cielo la nuova denuncia contro i mancati interventi per salvare la cattedrale di Agrigento dal rischio frane. Dopo il nuovo appello dell’arcivescovo monsignor Francesco Montenegro e i 48 rintocchi di campana per ricordare, nei giorni scorsi, i 48 anni trascorsi dalla frana del 19 luglio 1966, un nuovo appello arriva dall’alto. Si tratta di un video insolito realizzato con un drone (un piccolo velivolo radiocomandato con telecamere incorporate) che il giovane agrigentino Massimo Alaimo ha fatto sorvolare nei giorni scorsi sulla cattedrale San Gerlando per mostrarne la sua bellezza ma soprattutto quelle brutte ferite che la costringono a rimanere chiusa ormai dal 2011 per rischio frane. “E’ un video dedicato a chi di competenza affinché si attivi per la riapertura del nostro Duomo chiuso ormai da tre anni. Condividilo anche tu!”, scrive Massimo Alaimo condividendo il video su YouTube e Facebook. Le riprese dall’alto mostrano meglio quelle crepe sempre più lunghe, larghe e profonde che spaccano in due la scalinata della cattedrale che corre il rischio di sprofondare a valle visti i continui cedimenti del colle sottostante per il quale è urgente la messa in sicurezza.

“Da buon agrigentino, innamorato dei nostri monumenti e del nostro territorio, è chiaro – aggiunge Massimo Alaimo – che mi sta molto cuore il destino della cattedrale San Gerlando, vedere che è ancora chiusa al pubblico da tre anni è una cosa che colpisce molto. Con questo mio video sto cercando, da un nuovo punto di vista, di sensibilizzare gli organi competenti a intervenire per la messa in sicurezza del colle e per la riapertura della nostra cattedrale”. “Da troppo tempo – denunciano su Facebook i portavoce del movimento Progetto Agrigento Marcello Fattori e Calogero Di Piazza – sentiamo chiacchiere e assistiamo a convegni in merito alla situazione critica nella quale versa il costone della zona della cattedrale che rischia di franare da un momento all’altro, ma le uniche cose che ad oggi riscontriamo sono l’indifferenza e l’immobilismo da parte degli addetti ai lavori che non fanno altro che darci ulteriori conferme di quanto a poco o nulla servano da insegnamento gli errori commessi nel passato. Chiediamo a gran voce alle autorità competenti in materia, di riattivare tutte le procedure utili alla fortificazione del costone in modo da iniziare nel più breve tempo possibile”. Intanto, a porre in una lettera delle domande al presidente della Regione Rosario Crocetta che aveva annunciato lo stanziamento di 22 milioni di euro per la messa in sicurezza del colle San Gerlando è il direttore dell’Amico del Popolo Carmelo Petrone. “Dopo tanti annunci e proclami abbiamo appreso dal neo assessore al Territorio e Ambiente Maria Rita Sgarlata – scrive Petrone – che i soldi promessi non ci sono più. O meglio, che i 22 milioni di euro certi e che la somma disponibile per risanare il colle è di soli 5 milioni di euro. A Crocetta abbiamo posto delle semplici domande: che fine hanno fatto i 22 milioni di euro che durante la conferenza stampa del 9 novembre 2013, ha dichiarato essere certi? E se erano certi, perché sono stati decurtati? Al presidente abbiamo chiesto anche se per lui, come ha solennemente dichiarato, è ancora una ‘priorità risarcire Agrigento per essere stata espropriata di una somma dovuta”.