Mafia, Catanzaro: “Aumentare a 30 anni pene per boss”, no del Governo Renzi

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“Faccio un appello al Parlamento perché è lì che occorre agire. Bisogna modificare la legislazione, fare in modo che la pena minima per i mafiosi che tornano a reiterare il reato sia di 30 anni e servono anche maggiori azioni di contrasto contro il pizzo sulle forniture”. E’ la proposta del vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, patron della maxi discarica di Siculiana, intervenuto oggi a un incontro alla Prefettura di Palermo in occasione della ricorrenza del 23esimo anniversario dell’omicidio dell’imprenditore che si ribellò al racket del pizzo Libero Grassi. Presenti, tra gli altri, i rappresentanti delle associazione antiracket siciliane ed il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico. Catanzaro ha rivendicato l’importanza del Codice etico di Confindustria: “Un segno della presenza sempre maggiore di anticorpi nella società civile”, ha detto. “Bisogna bloccare tutti quei soggetti – ha aggiunto l’imprenditore Giuseppe Catanzaro – che non meritano di stare sul mercato. Solo questo può rafforzare le denunce degli imprenditori”. Nel corso dell’iniziativa in prefettura, nell’ambito del quadro delle attività finanziate dal Pon Sicurezza, sono state presentate sei nuove associazioni antiracket siciliane di Castelvetrano, Niscemi, Ragusa, Terme Vigliatore, Troina e Vittoria.
“Non abbiamo difficoltà a inasprire, se necessario, le pene, ma il quadro normativo mi sembra sufficiente per reprimere questi reati odiosi. Le pene rappresentano un problema importante che non può essere affrontato in modo sbrigativo, abbiamo un codice di procedura penale che si e’ arricchito negli anni di precise fattispecie giuridiche. Non mancano gli strumenti ma la capacità di utilizzarli”. Lo ha dichiarato il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico a margine di un incontro in prefettura a Palermo con le associazioni antiracket, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla richiesta del vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, di pene più dure per i boss mafiosi.