Mafia: ricordato Vincenzo Mulè, il pastorello ucciso nella “strage del Platani”

vice sindaco Cattolica  familiari della vittima e ragazzi libera
Fu ucciso a soli quindici anni nella “strage del Platani” ordinata personalmente da Totò Riina nella seconda guerra di mafia scoppiata nel 1981. Adesso, a trentatré anni dal delitto, il ricordo del giovane pastorello Vincenzo Mulè di Cattolica Eraclea, ucciso perchè poteva diventare testimone scomodo di una faida mafiosa, rivive nelle giovani generazioni: a lui è stato dedicato il presidio territoriale di Libera, l’associazione guidata don Luigi Ciotti, inaugurato a Raffadali con una manifestazione in Piazza Europa. Insieme al coordinatore regionale di Libera in Sicilia, Umberto Di Maggio, hanno partecipato a Raffadali alla sottoscrizione del patto che lega le associazioni e i cittadini costituenti il presidio – che promuoverà iniziative per la legalità e per l’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla mafia – i familiari della giovane vittima innocente della mafia, il difensore della famiglia, l’avvocato Salvatore Bellanca, il giornalista e scrittore Gaetano Alessi, l’incaricato del gruppo scout Agesci Sicilia Gaetano Cascino e il vice sindaco di Cattolica Eraclea Gaetano Veneziano Broccia. I giovani raffadalesi di Libera hanno scelto di dedicare il nuovo presidio territoriale a Vincenzo Mulè, di Cattolica Eraclea, nato il 23 luglio del 1965 e assassinato all’età di soli quindici il 9 febbraio 1981.
vincenzo mulèL’agguato avvenne lungo il fiume Platani, in territorio di Cianciana. Le vittime – che si trovavano su un trattore quando il commando di fuoco giunto da Corleone entrò in azione – furono Liborio Terrasi, 47 anni, e Domenico Francavilla, 32 anni, di Cattolica Eraclea, Mariano Virone 47 anni, di Raffadali e il giovane cattolicese Vincenzo Mulé. Obiettivo predestinato dei killer arrivati da Corleone su ordine di Riina – Salvatore Madonia e Giovanni Brusca, come rivelò poi lo stesso pentito – era l’allora boss di Cattolica Eraclea Liborio Terrasi, entrato in conflitto con il capo mafia di Ribera Carmelo Colletti (poi anche lui ucciso). Insieme a Terrasi furono uccise le persone che erano con lui, riconosciute poi vittime innocenti della mafia. Una carneficina definita all’epoca dai giornali la “strage del Platani”. “E’ motivo di orgoglio per noi cattolicesi – ha detto il vice sindaco di Cattolica Eraclea Gaetano Veneziano Broccia – il fatto che dei ragazzi di Raffadali abbiano intitolato il presidio di Libera a un nostro concittadino ucciso barbaramente dalla mafia a soli 15 anni mentre andava a lavorare per aiutare la sua famiglia. Così la storia di Vincenzo Mulè non finisce nel dimenticatoio”. “Per noi familiari – ha detto il fratello Pasquale Mulè – questo è un importante riconoscimento che ci riempie di emozione e che contribuirà a tenere vivo il ricordo di Vincenzo, un giovane innocente ucciso senza pietà dalla mafia”.