La Scala dei Turchi è privata, sindaco incontra proprietari per nuova gestione

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Scala dei Turchi, proprietà privata
Sì al ticket d’ingresso e a nuove forme di gestione della Scala dei Turchi, ma prima bisogna fare i “conti” con i proprietari privati della scogliera bianca più famosa d’Italia e candidata a diventare patrimonio dell’umanità con il sigillo dell’Unesco. E’ infatti di proprietà privata la Scala dei Turchi resa famosa nel mondo anche grazie ai romanzi di Andrea Camilleri, è dei privati tutta l’area bianca difesa in questi giorni dalla polizia provinciale dai “furti” dei turisti abituati ad asportare la marna per spalmarla sulla pelle nella convinzione – smentita dai dermatologi – che abbia effetti benefici o per portarla via come souvenir.
La parte demaniale che la Regione siciliana sta concedendo al Comune di Realmonte – per gestirla insieme a Legambiente sul modello dell’Isola dei Conigli di Lampedusa, della spiaggia rosa dell’isola di Budelli in Sardegna o dell’isola di Montecristo in Toscana, come ha annunciato l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Mariarita Sgarlata – riguarda esclusivamente i tratti spiaggia a est e ovest della Scala dei Turchi. Per questo il sindaco Pietro Puccio ha convocato un incontro con i proprietari. “Si tratta di sette terreni con particelle ricadenti sulla scogliera di marna, sto promuovendo un incontro con i cinque proprietari privati ai quali chiederemo – ha spiegato ieri il primo cittadino – di concedere in concessione gratuita al Comune l’area in cui ricade la Scala dei Turchi che comunque da parte loro è inutilizzabile anche a causa di diversi vincoli paesaggistici e ambientali. Se i proprietari non vogliono procedere con la concessione gratuita – ha spiegato Puccio – si penserà a possibili espropri e alla rettifica dei confini demaniali”. In quest’ultimo caso però potrebbero innescarsi ricorsi e controricorsi al Tar e al Cga e i tempi si allungherebbero, come sanno bene da queste parti dove ci sono voluti venti anni di carte bollate e sentenze per abbattere gli ecomostri simbolo del “saccheggio” della costa agrigentina sfregiata dalla cementificazione selvaggia. Della questione si sta occupando anche Legambiente. “Trattative con i proprietari della parte in marna della Scala dei Turchi sono ancora in corso”, ha spiegato ieri il presidente di Legambiente Sicilia Mimmo Fontana che sta lavorando al piano di gestione della Scala dei Turchi sul modello dell’Isola dei Conigli a Lampedusa. “La migliore soluzione – ha aggiunto Mimmo Fontana – sarebbe quella della cessione gratuita a titolo non oneroso visto lo straordinario interesse pubblico e paesaggistico del luogo di cui certamente non si potrà mai fare un uso privato. Il problema della proprietà privata di beni di interesse pubblico – ha sottolineato il presidente di Legambiente Sicilia – dipende dalla scarsa capacità del pubblico, ad ogni livello, di diventare anche proprietario e demanializzando aree di grande pregio paesaggistico e ambientale come la Scala dei Turchi”.
Da: Giornale di Sicilia