Turismo: parte la “Strada degli scrittori” dedicata a Pirandello, Sciascia e Camilleri

Racalmuto, la città di Leonardo Sciascia
Racalmuto, la città di Leonardo Sciascia
Dal 5 al 12 settembre la Sicilia ospiterà il progetto della “Strada degli scrittori”, il suggestivo itinerario culturale e artistico in cui si rivivono i luoghi dove sono nati e cresciuti o che hanno ispirato le opere di alcuni tra i più importanti scrittori siciliani come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri. Un itinerario di oltre trenta chilometri, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Favara e Agrigento, fino a Caltanissetta, in cui si potranno rivivere palazzi, castelli, teatri, musei, paesaggi. Tanti i luoghi, tra questi: il Caos, che fu la casa natale di Pirandello, la Scala dei Turchi e la miniera di sale di Realmonte, la marina di Vigata descritta da Camilleri, le miniere di Racalmuto, città natale di Sciascia, i templi dell’area archeologica di Agrigento col giardino di Kolymbetra immerso nell’antica Akragas, descritto da Pirandello ne “I vecchi e i giovani”. Il percorso, ideato dal giornalista Felice Cavallaro e condiviso dalla Regione siciliana, è anche un’occasione per ricordare l’anniversario della nascita della televisione che quest’anno compie 60 anni. L’evento si svolgerà in concomitanza con lo “Sciacca Film Fest 2014”.
“Le origini del telegiornale palermitano – ha commentato Felice Cavallaro – nascono proprio da questi luoghi: nel 1954, infatti, due amici di Leonardo Sciascia, Aldo Scimè e Emanuele Cavallaro, mio padre, si trasferirono da Racalmuto a Palermo per dare vita al primo embrione del telegiornale nel capoluogo siciliano”.
“La Regione siciliana – ha commentato l’assessore al Turismo della Regione siciliana, Michela Stancheris secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa – ha sottoscritto nel novembre 2013 un protocollo d’intesa finalizzato a creare un modello di sviluppo fondato sul turismo, legato al territorio e alle sue risorse produttive, che si fonda soprattutto su questi 30 chilometri. L’iniziativa vuole, tra le altre cose, dare spazio alle comunità locali, ai siti archeologici, alle cantine sociali e ai percorsi enogastronomici anche per, sottolineano gli organizzatori, istituire corsi per giovani e potenziare il turismo anche dei luoghi culturali meno visitati”.