Scala dei Turchi, proprietario non vuole cederla? Dibattito su Facebook

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“Ma com’è che si scopre improvvisamente che quella della Scala dei Turchi è un’area di proprietà privata? La fascia costiera non è demaniale di solito?”. Quello di Filippo Bosco è uno dei tanti commenti che animano sui social network il dibattito sulla Scala dei Turchi dove la Regione siciliana, il Comune di Realmonte e Legambiente Sicilia sono a lavoro per un nuovo piano di gestione sul modello dell’Isola dei Conigli di Lampedusa, che prevede nuovi servizi in spiaggia per i turisti e il pagamento di un ticket di ingresso. Ma prima bisognerà fare i conti con l’unico proprietario privato della scogliera di marna bianca candidata a diventare patrimonio dell’umanità con il sigillo dell’Unesco. Il proprietario della Scala dei Turchi, Ferdinando Sciabbarrà, dopo un primo incontro con il sindaco Pietro Puccio ha fatto sapere di non aver ancora deciso se concedere o meno gratuitamente l’area di marna bianca che ricade tra le sue proprietà o se chiedere, addirittura, il pagamento di un canone che sarebbe tra le sue possibilità. In ogni caso, si potrebbe procedere con l’esproprio e una nuova delimitazione dei confini demaniali incorrendo però nel rischio di un ricorso al Tar e di una molto probabile perdita di tempo.

“Espropriate tutto, per costruire una strada e per salvaguardare un patrimonio dell’umanità si creano problemi”, posta su Facebook Giuseppe Corallo Agozzino commentando la storia della proprietà privata della Scala dei Turchi. Come annunciato dall’assessore regionale al Territorio e Ambiente Mariarita Sgarlata le spiagge ad est e a ovest della Scala dei Turchi verranno affidate dalla Regione al Comune di Realmonte che le gestirà in collaborazione con Legambiente, ma tutta l’area di marna bianca, quella presa d’assalto ogni anno da migliaia di turisti, la più pregiata dal punto di vista ambientale, paesaggistico e turistico, al momento è di proprietà privata. “E nel frattempo se si sale a fare una foto sulla Scala dei Turchi ti possono denunciare per violazione di proprietà privata?”, chiede Antonio Pitruzzella sulla pagina Facebook di Mareamico Agrigento. “La spiaggia è, ovviamente, demaniale. Ma alle spalle no, purtroppo a nessuno mai era venuto in mente di demanializzarla e adesso la frittata è fatta! Ma alla fine cambia poco, è solo questione di tempo e un po’ di sana burocrazia”, spiega il responsabile di Mareamico Agrigento, Claudio Lombardo. Ribatte sarcasticamente Pietro Caruana: “Sì, un po’ di sana burocrazia italiana: 10 anni per risolvere tutto! Dai che siamo sulla buona scia!”.