Amnistia e indulto 2014, ultime notizie: novità dal Governo Renzi?

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I ddl per amnistia e indulto potrebbero a breve essere cancellati dall’ordine del giorno (vista la netta contrarietà di Pd e Governo) dei lavori della commissione Giustizia del Senato, mentre sono ancora in fase di discussione generale questa settimana i ddl su introduzione del reato di omicidio stradale, aumento delle pene per associazione mafiosa, estorsione ed usura e riforma del regime giuridico dei beni pubblici (su quest’ultimo sono state anche decise alcune audizioni).

Amnistia e indulto 2014, ultime notizie: novità dal Governo Renzi?

Oltre che per amnistia e indulto 2014 difficilmente, invece, ci saranno novità per gli altri ddl all’ordine del giorno, a partire dai due che riguardano argomenti estremamente delicati per gli equilibri all’interno della maggioranza, ossia la legge sull’omofobia (votazioni dei 400 emendamenti ferme da aprile) e il testo unificato sulle unioni civili omo ed eterosessuali, su cui il Governo ha peraltro preannunciato una propria proposta. C’è poi il testo sulle adozioni da parte delle famiglie affidatarie, che la scorsa settimana ha subito uno stop motivato da ragioni tecniche: da risolvere infatti i nodi della collocazione della norma che dovrebbe rendere più facile il passaggio da affido ad adozione e sull’individuazione di una formulazione che non lo renda di fatto automatico (cosa che, in alcuni casi, potrebbe non essere nell’interesse del minore).
Non solo amnistia e indulto, prosegue il dibattito sulla riforma della giustizia. “L’Italia e’ sempre il primo Paese a partecipare negli intenti ai trattati europei, ma poi non li ratifica. Poi assistiamo ai compromessi politici che svuotano le norme e spesso le rendono inefficaci”. Lo ha detto il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, nel corso del convegno sul tema “La corruzione avvelena l’economia”, organizzato a Catanzaro da Confindustria Calabria. “I dirigenti incensurati – ha aggiunto – sono inattaccabili sotto il profilo giuridico ed e’ per questo che serve una rivoluzione. Il primo passo e’ quello di bloccare la prescrizione con la condanna in primo grado. E poi vorremmo anche eliminare il rito abbreviato”.