Sicilia, il Pd divorato dal caso Crocetta: “Siamo a pezzi”

cracolici
I cuperliani ribadiscono che il discorso e’ chiuso: “Meglio finirla qui”. I renziani, invece, provano a non fare spegnere la fiammella che tiene in vita l’ambizione rivoluzionaria di Rosario Crocetta e anche l’immagine del primo presidente eletto targato centrosinistra. Cosi’, nel giorno delle dichiarazioni del governatore all’Ars, si cristallizza l’immagine di un partito senza timone e incapace di essere unito. Del resto solo qualche giorno fa il segretario regionale Fausto Raciti, cuperliano, aveva dichiarato chiusa la fase del sostegno all’esecutivo. Adesso e’ toccato al capitano del folto drappello dei dissenzienti a Palazzo dei Normanni, Antonello Cracolici, ribadire che la questione e’ proprio questa, proprio mentre Forza Italia e M5S oliano le loro mozioni di sfiducia contro Crocetta: “Se la sua azione di governo non funziona e’ meglio chiuderla qui. Questa esperienza serviva per cambiare la Sicilia ma non e’ stato fatto e io nel baratro con Crocetta non ci vado”.

Macigni su macigni: “Non credo – prosegue Cracolici – di dover pagare la mia scelta di essere nella coalizione di Crocetta con il suicidio. Non possiamo tergiversare. Le poltrone Crocetta se le tenga: cuperliani o non cuperliani. Noi non vogliamo proseguire perche’ cosi non va”. L’incendio ormai da mesi divora le anime di via Bentivegna. “La spaccatura del Pd e’ un problema serio per il governo della Regione e per la Sicilia”, dice frastornato dopo una tesa giornata parlamentare, Giuseppe Lupo, presidente della direzione regionale del Pd, espressione dell’area renziana. “Non possiamo andare avanti con un partito a pezzi. E’ necessario – conclude – che il segretario Raciti convochi la direzione, con la presenza del partito nazionale, per fare chiarezza e per trovare una linea politica unitaria”. (AGI)