Sicilia, sfumano larghe intese: Crocetta nel mirino di M5S e FI

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Rosario Crocetta, presidente Regione siciliana
Cento minuti trascorsi tra un’apertura al dialogo “senza pregiudizi” e un avvertimento ai partiti: “Non ho nessuna intenzione di andarmene”. Tanto è durato l’intervento del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, all’Ars. Alla fine, l’unica certezza venuta fuori da un lunghissimo dibattito conclusosi soltanto in serata è rappresentata dalle mozioni di sfiducia annunciate da Forza Italia e Movimento 5 Stelle: “La presenteremo insieme con i grillini – spiega il capogruppo degli azzurri, Marco Falcone – e ci auguriamo possa ottenere il massimo sostegno anche degli esponenti della maggioranza sino ad ora critici nei confronti dell’esecutivo”. Il tentativo è quello di riuscire a incunearsi nelle vistose crepe che si sono aperte negli ultimi giorni tra il governatore e il suo stesso partito, quel Pd da tempo diviso tra chi sostiene di dovere uscire dalla maggioranza e chi invece punta al dialogo con Crocetta.
Il governatore, però, tira dritto. “Non cerco maggioranze attraverso inciuci nè con ribaltoni – urla in aula – ma voglio confrontarmi con l’opposizione su cose concrete”. Poi avverte alleati e avversari: “Non permetterò che mi si faccia consumare e bloccare dalla logica del ‘tanto peggio tanto meglio’. Nessuno pensi di creare divisioni per bloccare l’azione del mio governo”. Crocetta alterna fasi di calma a momenti di grande enfasi. Il tono del governatore si alza quando decide di prendere di petto la questione Pd: “Non posso accettare che sia la direzione del partito a impormi gli assessori. Non discuto il merito nè la necessità che ha un partito di essere rappresentato, ma difendo la mia autonomia di presidente della Regione”. Parole che infiammano il fronte interno e sembrano gettare un ponte verso il resto dell’aula: “Confrontiamoci lealmente – dice -, e che sia un confronto libero dai vecchi pregiudizi”. Tutto questo perchè “anche in politica la realtà è continuo mutamento”.
Invito che non trova sponde nelle varie anime dell’opposizione, con i grillini che restano fermi sulla critica al governo e che lanciano, al contrario, lo ‘Sfiducia day’: una raccolta di firme da corredare a quelle dei deputati che metteranno il proprio nome sulla richiesta di presentazione della mozione di sfiducia nei confronti di Crocetta. Muro anche da parte del centrodestra, con Nello Musumeci, uscito sconfitto nella corsa alla presidenza della Regione, che parla di un governatore “ormai isolato” e chiede a Crocetta “un atto di grande coraggio: le dimissioni”. (LaPresse)