Aragona, Codacons e Fareambiente: rimuovere responsabili Maccalube

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“Ciò che è accaduto alle Maccalube di Aragona non dovrà mai più ripetersi anche perché non è stata solo una singola tragedia in cui hanno perso la vita due bambini, ma una delle più profonde vergogne per l’amministrazione siciliana e per coloro che erano delegati alla tutela, al controllo e all’uso dell’area”. E’ il duro atto di accusa del generale Fausto Mililli, vicepresidente nazionale del Movimento Fareambiente e Presidente della Fondazione italiana per la Legalità e lo sviluppo. “Siamo tutti in fiduciosa attesa dell’operato della magistratura che sicuramente al più presto farà luce sulle responsabilità”, dice ancora. “Per quanto si è appreso dagli articoli di stampa – spiega Milillo – sembra che nei mesi precedenti in quella stessa area così tanto frequentata dalle scolaresche si siano ripetute esplosioni di minore entità che avevano già allarmato e indotto ad una chiusura preventiva conclusasi nel mese di agosto”. “La durezza di intervento – aggiunge – dunque è d’obbligo e pertanto attendiamo la giusta risposta anche da parte dell’amministrazione competente che avrà avviato una seria indagine interna che definisca l’interruzione della convenzione del servizio in atto con affidamento ad altri attori o la rimozione dei responsabili”. Milillo annuncia: “Vogliamo i fatti, altre parole non servono. Ci stringiamo attorno al papà e alla mamma dei piccoli Laura e Carmelo”.
Dopo i gravi fatti avvenuti presso la Riserva Naturale Maccalube di Aragona il Codacons (Coordinamento Associazioni Difesa Ambiente e dei Consumatori) interviene inviando la richiesta al Presidente della Regione di revoca dell’affidamento della riserva a Legambiente; chiede inoltre alla magistratura di individuare eventuali condotte omissive penali ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità degli enti e chiede di procedere immediatamente al risarcimento danni alla famiglia. Il Codacons mette in evidenza che la riserva ove si è verificato il tragico episodio è tipologicamente individuata come riserva naturale integrata nella cui area sono ammessi esclusivamente interventi a carattere scientifico ed è consentito svolgere attività di ricerca da parte di soggetti qualificati autorizzati dall’ente gestore. I fatti accaduti hanno evidenziato una carenza nelle attività di gestione delle riserve naturali siciliane e sollevano dubbi sull’effettivo impegno da parte dei soggetti incaricati della gestione delle circa 70 riserve naturali. Il Codacons pertanto chiede pure un continuo monitoraggio della gestione da parte dal Consiglio Regionale per la Protezione del Patrimonio Naturale (CRPPN) e nello stesso tempo chiede l’istituzione di una commissione d’indagine costituita da esperti per valutare lo stato di gestione delle riserve naturali siciliane.