Tragedia delle Maccalube, l’ultimo saluto Laura e Carmelo tra rabbia e lacrime

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Un lungo e commosso applauso tra singhiozzi, rabbia, lacrime e decine di palloncini colorati hanno accompagnato all’uscita della chiesa della Madonna di Pompei le due piccole bare bianche di Carmelo e Laura Mulone, i fratellini di 9 e 7 anni travolti e “uccisi” sabato scorso da una montagna di fango e gas dopo l’esplosione di una collina di vulcanelli nella riserva delle Maccalube ad Aragona.
Alla messa – celebrata dal vicario generale dell’arcidiocesi di Agrigento Melchiorre Vutera e concelebrata dal cappellano militare dell’Arma dei Carabinieri della Legione Sicilia don Salvatore Falzone – hanno partecipato centinaia di persone che si sono strette al dolore del papà dei piccoli, Rosario Mulone, il carabiniere in servizio nella caserma di Joppolo Giancaxio e la mamma Giovanna Lucchese, devastati dal dolore. A pochi passi dalla chiesa della Madonna di Pompei, vicino via Papa Luciani, dove abita la famiglia Mulone, è stato piazzato un maxi schermo per consentire alla folla impossibile da accogliere in chiesa di assistere ai funerali.
“E’ la parola di Dio che deve risuonare in un momento di dolore come questo, perché le parole umane sarebbero insufficienti e discutibili, ma è l’unico modo per ritrovare la speranza”, ha detto il vicario Melchiorre Vutera. “In Carmelo e Laura il Padre – ha aggiunto – si è fatto conoscere, a loro ha donato la vita, in loro ha messo il sema della vita eterna con il battesimo, li ha accompagnati nel loro breve pellegrinaggio terreno e adesso, a causa della sciagura di sabato scorso, li accoglie nella vita che però per loro non finisce”.
“In questi momenti si vorrebbe racchiudere ogni singola lacrima in un silenzio di profonda intimità. Non vedremo più Laura e Carmelo a scuola, né giocare con gli altri bambini. Ma da oggi sono angeli, la cui luce brillerà per sempre.”, ha aggiunto don Salvatore Falzone.
A portare il proprio sostegno alla famiglia Mulone anche il comandante generale dei carabinieri, Leonardo Gallitelli, che al termine delle esequie si è stretto ai genitori dei bimbi, abbracciando a lungo mamma Giovanna. “E’ un dolore terribile”, si è limitato il generale, commosso, evitando di rilasciare interviste.
Presenti, oltre al sindaco di Aragona Salvatore Parello e al prefetto di Agrigento Nicola Diomede i vertici provinciali di polizia e guardia di finanza, tutti gli ufficiali dei carabinieri del comando provinciale di Agrigento, il comandante della Legione Sicilia, generale Giuseppe Governale, e il generale Umberto Pinotti, a capo del Comando interregionale “Culquaber”. Anche il vice presidente della Regione siciliana Patrizia Valenti e gli assessori regionali Nelli Scilabra e Piergiorgio Giarratana.
Centinaia di corone con fiori bianchi all’ingresso della chiesa. Tra le corone anche quella di Legambiente Sicilia, che gestisce la riserva in cui è avvenuta la tragedia. Fuori dalla chiesa, la mamma di Laura e Carmelo ha invocato un’ultima volta i suoi figli, ripetendone i nomi con la voce rotta dal pianto: “Voleva andare a vedere la terra che bolle, vedi come ti è finita? Vedi cosa è successo?”, ripeteva la mamma ricordando il desiderio del piccolo di andare alla Maccalube per il suo compleanno.
Intanto, sul fronte delle indagini, prosegue il lavoro della Procura di Agrigento che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo. Dalla Regione, nel frattempo, il presidente Rosario Crocetta e l’assessore al Territorio e Ambiente hanno chiesto ai direttori la necessità immediata di chiudere l’accesso per il pubblico a tutte le riserve interessate dal fenomeno dei vulcanelli in Sicilia, di affidare la custodia di tali zone al corpo forestale e non a volontari, di provvedere alla recinzione di tutte le aree interessate, di affidare all’istituto di vulcanologia uno studio per la valutazione dei rischi.