San Giovanni Gemini, la signora Angelina strangolata con un foulard

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Sono state eseguite ieri le autopsie sui corpi di Mirko Lena – il 27enne sangiovannese che mercoledì scorso ha ucciso l’ex fidanzata Concetta Traina, di 28 anni, e poi si è suicidato – di Angelina Reina, pensionata di 70 anni, la madre della ragazza, anche lei brutalmente uccisa come la figlia. Secondo quanto emerge dall’esame autoptico, viene confermato che il ragazzo si è suicidato impiccandosi con dei cavi elettrici. Sarebbero stati prelevati dal corpo del giovane anche campioni di liquidi e tessuti biologici che saranno analizzati in laboratorio per capire se abbia fatto uso di sostanze stupefacenti o alcol prima di commettere il duplice femminicidio.
Il medico legale Giuseppe Ragazzi di Catania, incaricato dalla procura della Repubblica di Agrigento, ha lavorato fino a ieri sera anche per l’autopsia sul corpo di Angelina Reina. La donna, così come la figlia, è stata massacrata a calci e pugni e infine strangolata a quanto pare con il foulard che portava addosso. Sul corpo della settantenne sono stati trovati molti lividi ma nessuna ferita provocata da arma da taglio, come era stato ipotizzato in un primo momenti. Entrambe le donne sono state uccise quindi a mani nude con una brutalità inaudita. Concetta, secondo quanto emerso dai primi esiti dell’autopsia, è stata massacrata di botte e poi strangolata fino alla rottura del collo e della base cranica. Sul corpo della ragazza è stato fatto anche il tampone vaginale e anale, di cui si attendono gli esiti, al fine di riscontrare eventuale violenza sessuale prima del delitto.
Le tre salme saranno state restituite oggi ai familiari per poter celebrare i funerali la cui data deve essere ancora stabilita. A parte i primi esiti delle autopsie che confermano sostanzialmente il quadro emerso dopo le prime ispezioni cadaveriche sul luogo del delitto, nessuna novità è venuta fuori dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore Antonella Pandolfi. I carabinieri della compagnia di Cammarata, diretti dal capitano Vincenzo Bulla, in questi giorni hanno ascoltato diverse persone tra le quali anche il fratello trentenne di Concetta. Il movente del duplice femminicidio sarebbe da ricollegare alla fine della storia d’amore tra i due ragazzi e al tentativo di Mirko di riconquistare Concetta. Tra i due ex fidanzati, che sono stati insieme diversi anni, ultimamente le cose non andavano bene. Lei aveva deciso di chiudere quella storia, ma lui non si rassegnava. Quando ha capito che la “sua” Concetta di lui non ne voleva più sapere per davvero è andato su tutte le furie e si è così scatenata la follia omicida che ha portato Mirko, prima di togliersi la vita, a uccidere brutalmente la ragazza e l’ex suocera gettando nello sconforto due famiglie e un’intera comunità rimasta sconvolta.