Incidenti lavoro, monito di Napolitano: rispettare norme

indulto e amnistia
Sono ancora troppi gli incidenti sul lavoro che avvengono per il mancato rispetto delle norme di sicurezza. Lo ha ribadito il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tornato a intervenire su questo tema, in occasione della 64ma edizione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro celebrata dall’Anmil a Firenze. “Il numero delle invalidita’ permanenti e degli incidenti mortali causato dal mancato rispetto di norme esistenti resta inaccettabile nonostante la loro diminuzione” ha detto Napolitano. In effetti, come confermato dai dati diffusi gia’ a luglio scorso dall’Inail, dati ricordati oggi dal presidente dell’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro Franco Bettoni, nel 2013 e’ stato registrato un calo del 7,8% degli infortuni rispetto al 2012: da circa 657 mila casi a 605 mila. Ma, contemporaneamente, e’ stato registrato un incremento (+11,2%) delle malattie professionali, passate dalle 46.161 patologie denunciate nel 2012 a 51.334. L’Anmil e’ poi convinta che il calo degli incidenti sia dovuto anche alla crisi, tanto che la diminuzione maggiore riguarda settori che piu’ hanno risentito della situazione economica, come la metallurgia (-12,6%), la metalmeccanica (-13%), l’industria manifatturiera (-12,5%), le costruzioni (-19%). Ed e’ contro il mancato rispetto delle norme sul lavoro che il Capo dello Stato e’ tornato a scagliarsi perche’ “contrasta palesemente con i valori fondamentali della dignita’ e della integrita’ della persona umana, costituzionalmente garantita” ha scritto nel telegramma inviato all’Anmil che ha celebrato il suo appuntamento in Palazzo Vecchio alla presenza, tra gli altri, del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Anche a lui si e’ quindi rivolto Napolitano auspicando che “la comunita’ nazionale e le istituzioni forniscano risposte sempre piu’ ferme ed efficaci per fronteggiare questa piaga sociale”. Risposte che Poletti ha garantito arriveranno pure dalla delega sul lavoro. Ma il ministro, invece, non ha potuto rispondere positivamente alla richiesta di Bettoni che dal Governo vorrebbe una revisione dell’Isee dove, “ingiustamente”, viene calcolata la rendita Inail. “L’Isee deve partire e per ora resta cosi'” ha detto Poletti. “Non sono in grado di promettere oggi che si verifichera’ il cambiamento. Monitoreremo i problemi ma non oggi, e non domani mattina, garantisco cambiamenti, perche’ non sono in grado di farlo” ha concluso il Poletti. (ANSA)