“Care Angelina e Concetta… “, l’omelia di don Luca Restivo al funerale

funerale concetta
L’omelia dell’arciprete di San Giovanni Gemini, don Luca Restivo,  al funerale di Concetta Traina, 27 anni, e Angelina Reina,71 anni, uccise dall’ex fidanzato della ragazza Mirko Traina, 28 anni.

Care Angelina e Concetta, permettetemi di chiamarvi così, oggi vorrei parlare con voi. Sì, proprio con voi che siete rinchiusi in una bara, certamente non per vostro volere. Può sembrare paradossale che io voglia parlarvi, perché per tutti siete morti, ma io sono uno che credo nella vita, non solo quella naturale, fisica, ma anche in quella che definiamo soprannaturale e che con un linguaggio che può sembrare più forbito definiamo vita eterna. E siccome credo che voi siete vivi e che ciò che noi definiamo morte non è la fine di tutto, io voglio parlarvi. Ho deciso di parlarvi, scegliendo la forma della lettera, anziché la solita predica e vi chiedo scusa se in caso pensiate che io sbagli in quello che vi dirò o sia troppo loquace.
So che ora mi state ascoltando non solo voi, ma anche tutti coloro che sono accorsi a questo luogo per stringersi attorno a voi. La vostra e la nostra tragedia ha colpito duramente il nostro paese e ci ha lasciati increduli tutti quanti.
Ecco perché la vostra morte ha intaccato tutti: chi uccide una persona, uccide un frammento di vita intrecciato a tutti i frammenti di vita della famiglia umana che nutrono in questo momento per voi amicizia, solidarietà, comunione, affetti e speranze.
Molti in questi giorni, compresi giornalisti mi hanno posto questa domanda: come’è potuto succedere? Anche la Parola di Dio attesta: “il popolo vede senza comprendere”. E’ sempre così quando è ucciso un innocente; allora il sole smette di illuminare e privati della luce, non riusciamo più a vedere l’orizzonte della vita e andiamo alla ricerca frenetica di risposte.
Ho solo una risposta: adesso è tempo di svegliarci da un sonno che è durato troppo tempo, da un mondo giovanile sommerso sangiovannese che ha bisogno di essere maggiormente attenzionato da tutti quanti.
Care Angelina e Concetta sì, siamo sbigottiti per quello che vi è successo, non troviamo le parole adeguate per spiegare quanto vi accaduto. Anche chi, in questi giorni, ci ha provato, non è certo riuscito a scoprire e illuminare totalmente il perché avete subito questa fine orrenda. Sappiamo bene, come ci ricorda il salmo 64, che “l’intimo dell’uomo e il suo cuore sono un abisso”. Ci sentiamo smarriti, tutti perdenti per la morte che avete subito.
Siete state vittime dell’inquinamento dello spirito e noi oggi guardandovi lì dentro ci sentiamo intossicati dal male che ogni giorno, amplificato per molte vie, ci viene buttato addosso, ci fa indurire il cuore e incupire i pensieri. Inquinati dal male pensiamo sempre che i problemi e le colpe siano degli altri, ma anche il male non solo ha spento il vostro cuore, ma che spesso si annida nel nostro.
Oggi siamo arrabbiati con Mirko e la nostra rabbia rischia di portarci a pensare che sia stato un mostro, ma vi chiedo a tutte e due di aiutarci a capire che anche lui, nonostante la gravità del suo gesto che condanniamo fermamente e oltre alla sua deplorevole consapevolezza di ciò che stava facendo e della sua libertà usata male, è stato figlio e vittima di una società che sempre di più spinge alla violenza e l’ha trasformato in un omicida efferato, macchiandosi di sangue, e a generare l’oscuramento del suo cuore (“E’ finito il buio”). Perché non ci lasciamo andare a rabbia o a sentimenti di vendetta, affidiamo alla misericordia di Dio, anche colui che ha compiuto il gesto omicida.
Dio ci ha creati e ci ha lasciati liberi e questa libertà a volte può portarci anche incontro a situazioni che spezzano la voglia di vivere degli altri, quella voglia di vivere e di fare che vi contraddistingueva.
Oggi voi due ci fate capire e non c’è lo nascondete, che San Giovanni Gemini sta vivendo una decadenza morale che si traduce in una visione della vita “fai di te”, del consumo corposo e dello spaccio di cocaina sempre di più dilagante, autodistruggente per sé per gli altri e in una cultura della paura e dell’omertà, dove tutti sapevano, tutti vedono e tutti stanno con le braccia conserte. Nessuno è chiamato a diventare sceriffo, ma custode del proprio fratello che ha bisogno di essere aiutato.
Sapete Angelina e Concetta, che molti, in questi giorni, si sono lamentati e quasi arrabbiati che morendo avete fatto annullare la fiera, ma il valore delle vostre vite spezzate e la gravità di ciò che era successo contava più di una bancarella.
Tu Angelina sapevi benissimo, compiendo il tuo cammino di fede, che solo Gesù Cristo rivela la nostra dignità, chi siamo veramente. Questo non significa che la fede cancella o alleggerisce la gravità del crimine che avete subito, ma al contrario diciamo che, di fronte al vostro crimine come ai tanti che insanguinano il mondo, Dio ha preso una posizione inequivocabile. Quali siano i giudizi degli uomini, Dio è l’unico giudice e arbitro della vita, non spetta a noi condannare all’inferno o giustificare Mirko, il quale dovrà rendere conto a Dio del suo deliberato gesto omicida ed Egli giudicarlo. Il male può avere la penultima parola, mai l’ultima, quella definitiva. Solo l’amore è più forte del male e della morte!
San Giovanni Gemini è qui insieme a voi due per dire che ama e rispetta la vita, non vuole perdere tempo in chiacchiere inutili per cercare di individuare elementi probanti che avessero previsto o evitato la vostra morte, ma desidera mirare a ideali alti per evitare altre future tragedie, nel sbracciarsi le maniche per educare le future generazioni: i nostri giovani, perché diventino veramente uomini capaci di sposare la vita nella sua pienezza e nella sua bellezza.
La vostra morte ci ha colpito molto vicino e ci fate capire di ritornare alla centralità delle persone sulle cose. Non basta commuoversi e piangere, ma aiutateci a capire come diceva il famoso psicoanalista Jung: “l’uomo senza Dio prima o poi diverrà malato”. Non vogliamo essere affetti da questa malattia interiore che ci contamina, ma che penetri la luce di Cristo, dissipando le tenebre del cuore per fare spazio sempre di più all’amore, alla concordia, al rispetto e alla pace.
Care Angelina e Concetta, tra poco ore tutto sarà finito. Torneremo nelle nostre case e alla nostra vita. Che quanto stiamo vivendo, la vostra testimonianza non si concluda questo pomeriggio! Le domande che in questi giorni ci siamo posti, lo scacco educativo che sentiamo tutti di aver subito, non ci lasci come se nulla fosse accaduto. Senza lasciarci prendere la mano da dicerie del momento, che non sono mai innocenti odall’emozione o senza impegni assunti, che tutti possiamo, nel vostro nome, riprendere la lunga, difficile ma fruttuosa arte di educare le future generazioni.
Ai sangiovannesi dico: “Non sia turbato il vostro cuore”, colpiti anche voi da questo mistero d’iniquità sulle nostre due sorelle.
Non fermate la vita! Diveniamo testimoni della vita a tanti giovani che la usano male. Voi genitori abbiate il coraggio di custodire ad ogni costo i vostri figli; insegnate ad avere le tasche vuote e la testa piena di sogni, più che avere le tasche piene e la testa senza cervello;
Cara Concetta, quelle braccia di Mirko avrebbero dovuto abbracciarti e accarezzarti, noi oggi ti consegniamo nelle braccia di una persona: Gesù Cristo che ti accoglierà, ti abbraccerà e ti amerà sempre. Egli andrà al di là del tuo vissuto e ti parla ancora di amore. Il suo abbraccio sarà diverso da quello di cui sei stata privata.
Vorrei dirvi a voi due tante altre cose, ma mi fermo qui.
Come vi dicevo prima, io credo nella vita e credo nella vita eterna che Cristo ci ha donato con la sua morte in croce e la sua risurrezione. Voi due oggi potete goderla mentre noi rimaniamo ancora su questa terra, con il dolore del distacco.
Noi preghiamo per voi perché possiate prenderne pienamente possesso e voi intercedete per noi, per continuare la nostra vita con la voglia di farcela. E ricordatevi, noi non stiamo celebrando la vostra morte, ma stiamo celebrando la vostra vita, accumunate dalla stessa data di nascita e dalla stessa data di morte per una nuova nascita in quella vita piena della quale voi oggi godete nell’infinito amore di Dio. Grazie a voi Angelina e Concetta che mi avete ascoltato con questa lettera, pregate Dio che non succeda più. A presto! Don Luca