VIDEO. Festival Roma, risate con Ficarra e Picone: “Raccontiamo Sicilia vera”

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Risate con il film di chiusura di questa nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, “Andiamo a quel paese” di Ficarra e Picone, in arrivo poi nelle sale dal 6 novembre con Medusa. Il duo comico palermitano di “Zelig” é tornato al cinema dopo “Nati stanchi”, “Il 7 e l’8”, “La Matassa” e “Anche se e’ amore non si vede”, interpretando, scrivendo e girando questa commedia ambientata in Sicilia in cui si ride, ma si parla anche di crisi, attualita’, pensioni, dell’arte di arrangiarsi, di raccomandazioni, e in cui anche le persone anziane sono protagoniste, in un periodo in cui sul grande schermo spopolano trentenni e teenager. “Siamo partiti dalla volonta’ di raccontare cio’ che viviamo tutti i giorni, quello che capita ad amici, parenti – ha spiegato Ficarra al festival – al di la’ degli 80 euro, tu oggi ‘campi’ solo se hai qualche pensionato che ti aiuta” ha proseguito. Il film, infatti, racconta la storia di due amici rimasti senza lavoro che da Palermo decidono di trasferirsi nel piccolo paese siciliano d’origine di uno dei due, a Monteforte, sperando di limitare le spese e sbarcare il lunario, arrangiandosi. La soluzione che si ingegnano e’ trasformare la casa in un ospizio improvvisato, offrendo assistenza e cure agli anziani in cambio della loro pensione. Ma il business fortunato, per una serie di imprevisti e peripezie, soprattutto per la morte di vari “vecchietti”, si trasforma in un caos, e i due amici devono inventarsi altre strampalate soluzioni per cavarsela.

Il film di Ficarra e Picone e’ stato girato a Rosolini, hanno spiegato i due comici, l’ultimo paese della provincia di Siracusa prima di entrare a Ragusa. “Questi poverini li avevano ignorati tutti, persino Montalbano che aveva girato poco piu’ in la’ – ha detto Picone – la piazza principale per noi invece era perfetta per la storia. Nel film raccontiamo una Sicilia vera e realistica, e molte delle comparse sono persone del luogo, siamo stati travolti dal loro entusiasmo”. Il finale di “Andiamo a quel paese” esaspera la logica della raccomandazione in modo surreale, l’unica a funzionare anche “da morti”, e crisi e pensionati sono lo spunto per parlare anche della manovra del governo Renzi. “Non so se risolvera’, ma le cose Renzi le dice bene” ha scherzato Picone. E Ficarra ha aggiunto: “Quando va in tv io sto bene, parla bene, dovrebbe andarci di piu’. Se mi facesse compagnia tutto il giorno parlando, io anche direi: ma e’ davvero bellissimo questo Paese”. (ASCA)