Cattolica Eraclea, il Presidente Napolitano ricorda Francesco Renda

Francesco-Renda
“La decisione assunta dall’amministrazione comunale di Cattolica Eraclea di intitolare il palazzo comunale a Francesco Renda attesta il particolare legame di riconoscenza della città per uno dei suoi figli più illustri, protagonista della cultura siciliana, storico illustre, raffinato studioso della civiltà contadina della sua terra”. Lo ha scritto in un telegramma inviato al sindaco di Cattolica Eraclea Nicolò Termine il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della cerimonia di intitolazione del palazzo comunale cattolicese che si svolgerà l’8 novembre prossimo. “Francesco Renda da sindacalista, da consigliere regionale e da parlamentare – ha ricordato il Capo dello Stato – si è tenacemente impegnato per la crescita economica e culturale del suo paese natìo di cui ha contribuito a far conoscere la storia e le tradizioni. Con questo spirito – ha concluso Napolitano – formulo al sindaco, alle autorità presenti e a tutti i partecipanti alla cerimonia il mio personale saluto”.
Francesco Renda, professore emerito di Storia moderna dell’università di Palermo, si è spento nella sua casa a Palermo il 12 maggio del 2013. Il funerale laico si è svolto nella sede dell’Istituto Gramsci Siciliano. Il professore Renza era nato a Cattolica Eraclea (Agrigento) 92 anni fa. Dopo la laurea in filosofia, Renda si iscrisse giovanissimo al Partito comunista italiano e diventò segretario responsabile della Camera confederale del lavoro di Agrigento. Il 1° maggio del 1947 sarebbe dovuto intervenire come oratore a Portella della Ginestra, ma un guasto alla moto lo fece arrivare in ritardo, quando la strage era già avvenuta. Renda fu anche segretario regionale dei minatori della Cgil e membro del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro nonché presidente dell’Ufficio regionale della Lega nazionale delle cooperative. Nel 1951 fu eletto deputato all’Assemblea regionale siciliana in forza al Blocco del Popolo nel collegio di Agrigento, e venne rieletto nel Pci per cinque legislature. Si dimise nel 1967 per candidarsi al Senato. Eletto senatore nella V legislatura, non si ricandidò nel 1972 preferendo l’Università. Divenne così titolare della cattedra di Storia moderna alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Palermo e successivamente presidente dell’Istituto Gramsci siciliano.