Lavoro in Sicilia, Cgil a Crocetta: “Nessuna inversione di rotta”

susanna camusso
”Non mi pare che finora sulle questioni economico-finanziarie la Regione siciliana segni nessuna inversione di rotta. Gli elementi concreti sono il permanere del forte deficit e un nuovo mutuo andrà a gravare per anni sulle tasche dei siciliani sotto forma di imposte. Mesi fa abbiamo chiesto che le scelte fossero oggetto di confronto con le parti sociali e che il risanamento fosse al centro di una sessione speciale di lavori dell’Ars. Ma ancora oggi non c’è nessun segnale dal Governo Crocetta”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro. Il leader sindacale chiede di sapere se “si sono realizzati risparmi dalla riorganizzazione delle società partecipate e se non sia il caso di intervenire anche sulla Resais”. Ma anche se ci sia stato un intervento sulla spesa per l’acquisto di beni e servizi, “un ambito dove, ad esempio nella sanità, gli scandali non sono mancati. Ma anche – aggiunge il segretario della Cgil – come il nuovo assessore all’Economia intenda porsi nel confronto col Governo nazionale sul tema della piena attuazione degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto siciliano, decisiva visti i problemi di liquidità che la regione continua ad avere”.
Pagliaro rileva che ”da un lato c’è il problema del risanamento dei conti, ma dall’altro quello di dare risposte in termini di sviluppo e di occupazione in una regione dove ci sono 320mila famiglie in povertà assoluta e per questo servono risorse. Si parla oggi paradossalmente solo del primo punto – sottolinea – con un governo che, agendo sempre in solitudine, sembra preferire la scure dei tagli lineari o dei tagli che riguardano il personale pagato dalla Regione”. Il leader della Cgil Sicilia chiarisce che il suo sindacato è pronto al confronto e non intende difendere privilegi, ”l’azione di spending review deve avvenire però a tutto campo, anche in quegli ambiti dove si annida la corruzione, e nel confronto con le parti sociali, anche perché ci sono interventi che presuppongono riforme che riguardano migliaia di lavoratori e i cittadini e che per la loro rilevanza devono avere il consenso sociale”. Da qui la richiesta al presidente della Regione di ”aprire un tavolo sulle questioni economico-finanziarie, per evitare di trovarsi impreparati all’appuntamento con i documenti per il 2015, a partire dalla Finanziaria, e con i problemi di sempre”. (AdnKronos)