Violenza contro le donne, nuovo intervento di Maria Iacono (Pd)

Maria Iacono, deputata Pd
Maria Iacono, deputata Pd
“Il ripetersi, con sempre maggiore frequenza, di fenomeni delittuosi che hanno come vittime le donne così come è avvenuto, di recente, anche nel territorio della provincia di Agrigento, dimostra che siamo ancora di fronte ad una escalation di violenza assurda ed incomprensibile.”
Lo ha dichiarato la parlamentare Nazionale del partito democratico, Maria Iacono,
che ha poi aggiunto, “l’ Italia, nonostante gli sforzi di questi ultimi anni si trova al centro di una vera emergenza costituita dalla diffusione della violenza contro le donne, che spesso sfocia in omicidi.
Il nostro paese ha avuto un ruolo importante nell’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul.
E’ stato il primo grande Paese a sottoscriverla, però rimane, tra i grandi paesi europei, uno di quelli con gli indicatori peggiori per quanto riguarda la condizione delle donne.
Certamente dietro questa efferata violenza vi è disagio e sofferenza, ma ritengo che vi sia anche la diffusione di un modo di pensare e concepire la donna ed il rapporto con essa assolutamente in contraddizione con il principio del rispetto della dignità umana ancor che del rispetto e della parità tra i sessi. Il piano Nazionale antiviolenza, previsto dalla Legge sul femminicidio, per la verità non ancora approvato, rappresenterebbe uno strumento in grado di costruire, attraverso i centri antiviolenze e le case rifugio, una seria politica di contrasto al fenomeno, non solo sul piano degli aiuti materiali da fornire alla donne vittime di violenza, ma anche e soprattutto in termini di costruzione e diffusione di una cultura fondata davvero sul rispetto e sulla parità, ma su questo piano vi sono ancora ritardi che vanno colmati al più presto.
Potenziare il lavoro dei centri antiviolenza, in modo maggiore e soprattutto efficace di quanto sino ad oggi non sia stato fatto, è assolutamente necessario e imprescindibile soprattutto per un Paese come il nostro nel quale si verificano drammi di questo tipo.
In questi anni sono stati compiuti diversi passi in avanti, sia sul piano normativo che sul piano culturale ed il proliferare, in molti centri anche della Provincia di Agrigento, come Agrigento, Favara, Canicatti, Grotte, Ribera, San Giovanni Gemini, Licata, Menfi, ecc di molte iniziative organizzate dalle associazioni, dai centri donna e dalle scuole rappresenta la nascita ed il consolidamento di una nuova coscienza civile in grado di fermare quest’ondata di violenza diffusa.
Sono fortemente convinta del fatto che la prevenzione, nel senso di costruzione di una cultura della parità e della pratica della non violenza sia la strada giusta ed al contempo la più difficile, le misure giudiziarie rappresentano uno strumento punitivo, ma il tema vero è come evitiamo che il disagio si trasformi in tragedia, con quali mezzi con quali risorse.
Ritengo che si debba partire da una nuova cultura del rispetto ed in questo il ruolo della scuola è fondamentale per incidere anche sull’atteggiamento degli uomini, che spesso si traduce in possesso , violenza domestica, violenza psicologica; la sfida è quella di partire proprio dai bambini, e “fare della scuola il più bel centro di prevenzione alla violenza di genere.”
In parlamento abbiamo di recente depositato una proposta di legge per l’introduzione dell’insegnamento della non violenza e del rispetto della parità.”