Jobs act, scontro nel Pd, Raciti a Cuperlo: “L’offeso sono io”

Fausto Raciti, segretario Pd Sicilia
“L’offeso sono io”, dice il deputato Pd Fausto Raciti, segretario regionale della Sicilia, replicando su Facebook a Gianni Cuperlo. “In un partito che si e’ sempre definito plurale e’ normale – ragiona il dirigente dem – che convivano impostazioni politico-culturali anche profondamente diverse. Tutta la storia dell’Ulivo prima e del Pd dopo sta li’ a dimostrarlo. Cosa permette a queste impostazioni di convivere? Il riconoscimento di un progetto comune, la democrazia e la capacita’ di intrecciarle”. Il problema, secondo Raciti, “non e’ di disciplina di partito, ma di senso dello stare insieme”. Perche’ “col non voto avete detto a tutti coloro che hanno partecipato alla discussione, migliorato il testo della delega, che insomma si sono assunti la responsabilita’ di fare politica, che sono dei fessi. Questa sorta di ‘obiezione di coscienza’, dice che la scelta di non votare non e’ legata ad un elemento politico, ma valoriale. Ma non votavamo ne’ su una guerra, ne’ su temi di bioetica. Votavamo una delega ad un nostro ministro, discussa, ponderata, limata in direzione e nel gruppo. Cercare di lucrare consenso su questo sforzo a danno di tutti gli altri ferisce davvero la buona fede e la serieta’ di coloro i quali l’hanno messo in opera. Almeno non fate gli offesi. Offeso sono io”. (AGI)