Ragusa, la madre di Loris: “Sono innocente”, ma la famiglia l’abbandona




veronicalorisDal carcere Piazza Lanza di Catania Veronica Panarello continua a ripetere soltanto due parole: “Sono innocente”. Eppure, l’isolamento in cui la mamma di Loris Stival si trova da 24 ore non e’ soltanto quello fisico della cella in cui e’ rinchiusa, guardata a vista dalle guardie della casa circondariale etnea. Oggi infatti, per la prima volta, a prendere le distanze dalla donna e’ stata anche la sua famiglia, con in testa suo marito Davide a cui Veronica ha lanciato, tramite il suo avvocato, un disperato appello: “Non abbandonarmi”. Le certezze di Davide Stival sono crollate dopo aver visto smontate, punto per punto dalle videocamere di Santa Croce Camerina, le ricostruzioni che la moglie Veronica aveva fornito agli investigatori e relative a quel 29 novembre. Troppe contraddizioni, troppi buchi neri, che per l’autotrasportatore ragusano contribuiscono inevitabilmente a puntare il dito contro sua moglie: “Chi e’ stato deve pagare – ha detto -. Mia moglie dice di aver portato Loris a scuola ma ci sono troppe coincidenze contro di lei. Anche se e’ stata mia moglie, deve pagare. Non si puo’ fare questo a un bambino. E’ stata lei, tenetemela lontano”.
Parole di fuoco quelle di Davide Stival, che fanno eco a quelle della madre della ragazza, Carmela Anguzza. La nonna di Loris riporta indietro nel tempo l’origine del disagio psicologico della figlia Veronica. “Io e mio marito ci siamo accorti che Veronica sin da bambina soffriva di manie persecutorie, che era una bambina aggressiva e violenta – ha detto -. Sino dall’eta’ di 7 anni, quando ci trovavamo in Liguria, e’ stata seguita e curata da uno psicologo, ma col passare degli anni lei si e’ rifiutata di sottoporsi alle visite specialistiche”. L’unico a varcare la soglia del carcere per incontrare Veronica Panarello e’ stato il suo avvocato, Francesco Villardita. Il legale, uscendo dal carcere ha osservato, rivolgendosi ai cronisti, come sia fondamentale il fatto che “se qualcuno sa, se qualcuno e’ in condizioni di testimoniare, parli”. Quindi, riguardo la restituzione della salma del bambino alla famiglia, per consentirne i funerali, Villardita ha detto: “Il corpo rimane ancora a disposizione della magistratura. Penso che ci saranno degli esami da fare anche perche’ ieri sera sono stati prelevati spontaneamente dalla signora dei tamponi salivari per effettuare prove del Dna”. Intanto, anche oggi in carcere i detenuti non hanno mancato di esprimere il proprio rancore verso Veronica Panarello. Insulti e offese hanno scandito il ritmo della giornata nel penitenziario. “Assassina, devi morire”, le hanno urlato. E’ sola Veronica Panarello. Ancora piu’ sola di quanto lei stessa pare abbia detto alle sue guardie di voler restare. (askanews)