Pensione anticipata 2015, ultime novità sui requisiti di accesso Inps




riforma pensioni

“L’Inps ha dichiarato la disponibilità ad effettuare un approfondimento finalizzato a valutare la possibilità di diversificare il criterio di adeguamento dell’aspettativa di vita in base alle specifiche caratteristiche dell’attività lavorativa”. Lo ha dichiarato in commissione Lavoro alla Camera, rispondendo a un’interrogazione del Pd sull’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza della vita, il sottosegretario al Lavoro Massimo Cassano. Scatterà dal 1° gennaio 2016, infatti, l’aumento di 4 mesi dei requisiti di accesso per la pensione anticipata e l’incremento di 0,3 unità per i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva. E’ previsto un decreto del ministero dell’Economia che adegua ogni due anni – come previsto dal decreto Salva Italia del governo Monti – i requisiti di accesso al trattamento pensionistico in base alle aspettative di vita aggiornante dall’Istat. Un decreto, ha spiegato Cassano secondo quanto riporta l’agenzia Public Policy, che “è stato redatto in ossequio alle disposizioni normative in materia e secondo una logica tesa al mantenimento della sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico. Trattasi del secondo adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, mentre il primo è avvenuto con decreto del 6 dicembre 2011 che aveva già comportato un aumento dei requisiti pari a 3 mesi”.
“L’impegno del governo per valutare la possibilità di diversificare il criterio di adeguamento dell’aspettativa di vita in base alle specifiche caratteristiche dell’attività’ lavorativa e’ molto positivo. Ci auguriamo che nei prossimi mesi questo impegno venga onorato”. Lo ha detto Maria Luisa Gnecchi, capogruppo Pd in commissione Lavoro commentando la risposta del sottosegretario al ministero del Lavoro Massimo Cassano ad una sua interrogazione in commissione sull’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza della vita. “E’ necessario – prosegue Gnecchi – dare corso agli approfondimenti necessari per individuare un criterio di adeguamento dell’aspettativa di vita che tenga conto anche delle mansioni svolte, delle qualifiche, della durata dell’attività lavorativa. E’ dimostrato che l’aspettativa di vita cambia in base a molteplici fattori come istruzione, qualità della vita e mansioni svolte. Ci auguriamo che questi approfondimenti avvengano in tempi rapidi”


.