Riforma pensioni e giustizia 2015, mercoledì Consulta decide sui referendum




riforma pensioni

Mercoledì prossimo la Corte costituzionale, riunita in camera di consiglio, dovrà decidere sull’ammissibilità o meno di due referendum, il più importante dei quali riguarda è quello sulla riforma pensioni Fornero. Si tratta del quesito promosso dalla Lega Nord sull’abrogazione della riforma  pensioni introdotta dal governo Monti. Se arriverà il via libera dei giudici costituzionali, il voto  si potrebbe tenere in primavera, come spera il leader leghista Matteo Salvini. La legge del 1970 – spiega l’Ansa – prevede infatti che il referendum vada indetto con decreto entro 60 giorni dall’ordinanza che lo ammette; e che si debba tenere in una domenica compresa tra il 50/o e il 70/o giorno dall’emanazione del decreto stesso.

Riforma della geografia giudiziaria, attesa decisione della Corte Costituzionale

L’altro referendum riguarda invece la riforma della geografia giudiziaria che ha soppresso centinaia di uffici giudiziari. Promotori sono stavolta cinque consigli regionali. Si tratta della seconda volta che le Regioni tentano di ottenere per questa via la cancellazione degli effetti di quella legge: ci avevano gia’ provato l’anno scorso, in formazione piu’ ampia, ma allora la Consulta aveva dichiarato inammissibile il referendum. La decisione piu’ attesa e’ certamente quella sulla legge Fornero, che ha tra l’altro esteso a tutti i lavoratori il sistema del calcolo contributivo, ha accelerato l’equiparazione dell’eta’ della pensione delle donne a quella degli uomini, portandola a 66 anni dal 2018, e ha introdotto una stretta sulle pensioni di anzianita’. A favore del referendum – che ha come primo firmatario Roberto Calderoli- la Lega ha raccolto 550mila firme.

Riforma pensioni, dalla Cgil di Camusso il sì al referendum della Lega di Salvini

Qualche mese fa il leader della Cgil Susanna Camusso aveva garantito l’appoggio al referendum contro la riforma pensioni Fornero nel caso di un semaforo verde da parte della Consulta. E un sostegno e’ stato assicurato anche dall’Ugl. Non lo ha dato invece la Cisl, che pure ha giudicato la riforma pensioni del Governo Monti come  “la peggiore della storia del Paese”, ma insiste nel chiedere l’intervento di governo e parlamento. Il quesito sulla geografia giudiziaria e’ invece il frutto della mobilitazione dei Consigli regionali di Basilicata, Puglia, Sicilia, Abruzzo e Campania. Alcuni di loro avevano promosso anche il precedente referendum bocciato dalla Consulta, che – a differenza di quello attuale – riguardava la riforma nel suo complesso: la legge delega e i due decreti legislativi. Giusto un anno fa i supremi giudici avevano dichiarato l’inammissibilita’, anche perche’ con un intervento cosi’ complesso si sarebbe determinato un vuoto normativo incolmabile, lasciando l’ordinamento del tutto sguarnito dei necessari strumenti organizzativi per l’amministrazione della giustizia. Stavolta percio’ le Regioni si sono concentrate sul solo decreto che ha soppresso gli uffici giudiziari ordinari.