Strage Charlie Hebdo Parigi, cardinale Montenegro: “Chi alimenta la paura, lo fa per tornaconto?”




papavescovoE’ stato durissimo mons. Francesco Montenegro, durante la conferenza stampa di presentazione della prossima Giornata Mondiale dei migranti (18 gennaio) rispondendo alla domanda sui possibili effetti nel nostro Paese dello choc derivante dalla strage di Parigi. L’arcivescovo di Agrigento, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, (nonche’ fresco di nomina cardinalizia, che l’etichetta ecclesiale non vuole che si ufficializzi fino al prossimo concistoro – come ha sottolineato mons. Pompili – ma che il presidente Napolitano, nel suo messaggio di saluto, ha tranquillamente trasgredito, salutando ‘sua Eminenza e invocando: “E’ indispensabile compiere ogni sforzo per garantire i diritti inalienabili delle persone e il rispetto della loro dignita’”), ha risposto sottolineando: “Chi sulla scia dei fatti di Parigi alimenta la paura, lo fa perche’ fa comodo ad alcuni che poi sono quelli che controllando il flusso e ci guadagnano. Come si e’ visto con lo scandalo a Roma. Chi grida, poi, in effetti, tiene le file per aver un guadagno. Ci vuole una riflessione matura da parte di tutti, credenti e non credenti. Le migrazioni hanno sempre accompagnato la vita dell’uomo, e la storia non puo’ essere fermata. Una riflessione vera e non di parte ci imporra’ di cambiare mentalita’. Parliamo di globalizzazione di merci e di denaro perche’ mai si devono fermare gli uomini? A furia di gridare “dagli all’untore!”, poi tutti diventano untori.”

E ha insistito: “Noi chiediamo il rispetto, poi no siamo capaci di darlo. Abbiamo esportato anche violenza e mafia, negli anni della nostra emigrazione, ma poi diciamo che non tutti gli italiani siamo mafiosi. Dobbiamo solo usare lo stesso criterio anche per la loro accoglienza. Il vento non lo puo’ fermare nessuno. C’e’ un male alla base, c’e’ tanta mobilita’ nel mondo anche perche’ c’e’ tanta ingiustizia, queste sono le conseguenze di un mondo che dovrebbe vibrare ad una velocita’ diversa, perche’ se restano poveri e perche’ qualcuno si vuole fare ricco con loro.” E poi, rivolgendo lo sguardo all’interno della Chiesa, mons Montenegro non e’ meno severo, e richiamandosi al messaggio di papa Francesco che parla della maternita’ della Chiesa dice: “Letta con lo sguardo dei migranti, il tema di una Chiesa madre, senza frontiere, diventa anzitutto la necessita’ per le nostre comunita’ di condividere il viaggio di molti migranti, oggi anche forzatamente in cammino ?”. “Purtroppo, invece, nelle nostre comunita’ assistiamo ancora a gesti e segni di diffidenza e ostilita’ che alimentano sospetti e pregiudizi che ci tengono lontani “dalle piaghe del Signore”, quali possono essere considerati i migranti in fuga da guerre e violenze ? Affermare la maternita’ della Chiesa chiede anche la capacita’ di condividere le risorse con i piu’ poveri e tra essi oggi certamente i migranti forzati ?”.

“Alla globalizzazione del fenomeno migratorio – ha ribadito citando il papa – occorre rispondere con la globalizzazione ella carita’ e della cooperazione.” Quindi ha concluso con un auspicio: “che nelle nostre comunita’, in questo nostro paese che soffre per molte crisi (economica, politica, culturale), la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (e quest’anno, in Italia, la Chiesa ha scelto come regione principale la Basilicata che vive un rapporto tra esodo e immigrazione di dieci a uno, 117mila circa emigrati verso 17mila immigrati, ndr) possa contribuire a diffondere una nuova cultura dell’incontro, una politica capace di mettere sempre al centro la povera gente, un’economia che sappia interpretare l’esigenza della gratuita’ e della condivisione.” (ilVelino)