Ambiente, No Peos: “Stop al parco eolico tra Gela, Licata e Agrigento”




offshoreNel tentativo di evitare che il mare tra Agrigento, Licata e Gela possa diventare  “un immenso e deturpante parco eolico marino a pochi km dalla costa”, il coordinamento “No Peos” ha chiesto la tutela dell’Unesco. Con una lettera ha sollecitato le province di Agrigento e Caltanissetta e i comuni  di  Licata, Palma di Montechiaro, Agrigento, Gela e Butera che aderiscono al comitato, a deliberare l’adesione alla “richiesta della soprintendenza al mare di inserimento dei parchi marini dello stretto di Sicilia in seno al circuito della biosfera, protetto dall’Unesco”.

Il sollecito dei “No Peos” è la risposta alla richiesta della Mediterranean Wind, una delle societa’ titolari di progetti eolici off-shore, che ha chieto al governo nazionale l’autorizzazione ad aumentare il diametro delle pale da 110 metri (non piu’ in produzione) a 130 metri, con la conseguente elevazione da 137 a 150 metri dal livello del mare dei 38 “aerogeneratori” del suo parco eolico da quasi 140 megawatt e dunque con un maggiore impatto ambientale. Altri due progetti (uno di Enel, l’altro di un’azienda di Trapani) prevedono la complessiva costruzione di 270 pali per una produzione di 800 megawatt di corrente.

Nel frattempo, gli attivisti, che aspettano l’esito del ricorso al Tar del Lazio, hanno dato mandato al loro avvocato “di provvedere – scrivono in una nota stampa – a promuovere ogni piu’ utile azione per impugnare anche questa nuova iniziativa” della Mediterranean Wind.