Riforma pensioni 2015, nuove proposte Acli per l’integrazione al minimo vitale




Inps pensione cartelle previdenziali istituto nazionale previdenza socialeUna proposta di legge di riforma pensioni 2015 per istituire l’integrazione al minimo vitale per trattamenti pensionistici calcolati esclusivamente con il sistema contributivo. L’ha preparata la Federazione Anziani Pensionati Acli con il supporto del Patronato Acli. Sarà presentata venerdì mattina 23 gennaio, a Roma, a Palazzo Altieri, in Piazza del Gesù 49, e mira a far raggiungere un livello di reddito che corrisponde in linea di massima alla soglia di povertà assoluta.

“Luca – spiega la nota della Federazione Acli a proposito di riforma pensioni – è un operaio di 55 anni che guadagnava circa 830 euro netti al mese fin quando a causa di una gravissima malattia l’Inps riconosce che si trova nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Cessa il lavoro, ha 12 anni circa di contributi come lavoratore dipendente la sua pensione di Inabilità è pari a 192,17 mensili. Nella situazione dell’operaio Luca si trovano già circa 51.000 cittadini. Sono i titolari delle nuove pensioni di Invalidità e superstiti liquidate esclusivamente con il sistema contributivo, il loro importo medio è di poco oltre 173 Euro mensili, enormemente al di sotto della soglia di povertà”.

Riforma pensioni 2015, le nuove proposte della Federazione Anziani Pensionati Acli

Ma l’articolo 38 della Costituzione italiana, ricorda l’associazione partecipando con le proprie proposte al dibattito sulla riforma pensioni 2015, sancisce che “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”. Cosa che non si garantisce affatto, attacca l’associazione, “con l’applicazione senza correttivi della della riforma pensionistica di Dini (legge 335/95)”.

“Con questa proposta – dichiara Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli- intendiamo contribuire alla riforma del welfare partendo dal basso, a partire da quelli fanno più difficoltà a far sentire le loro ragioni ed i loro diritti”. “Con questa iniziativa la Fap Acli – sostiene il segretario nazionale Serafino Zilio intervenendo sulla riforma pensioni – diamo ascolto e voce ad ogni situazione, facendo proposte non corporative ma globali, che abbiano come obiettivo principale la giustizia sociale ed il bene comune”.