L’ingegnere meccanico tra i lavori più richiesti in tempo di crisi



Ingegnere-meccanicoIl Sistema Informativo Excelsior in collaborazione con la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha provato a portare alla luce diverse realtà nascoste riguardo all’ecosistema lavorativo italiano con diversi spunti che vanno a concentrarsi sulle singole regioni e che sono altrettanto interessanti.

Consideriamo ad esempio la Sicilia. Sapete qual’è il tasso di disoccupazione in questa Regione? È del 60% tra i giovani. Visto così questo dato da subito un’impressione di impatto evidente che è quella secondo cui da queste parti sia davvero difficile di questi tempi trovare un lavoro vero.

Ma è proprio così?

In realtà grazie ai dati presenti all’interno dello stesso rapporto è possibile trovare spunti molto interessanti ed inaspettati. Ad esempio: ci credereste che nonostante la disoccupazione riguardi quasi un quarto della popolazione attiva dell’Isola esistono delle sacche di opportunità di professioni e di posti di lavoro che mai nessuno riuscirà a coprire?

Si stima che in Sicilia ci sono quasi 1300 posti di lavoro che aspettano di essere coperti e per i quali risulta difficile trovare personale adatto.

Una della aree in cui si incontra maggior difficoltà nel reclutare personale preparato è il campo della progettazione e nella ricerca per la meccanica.

Nonostante anche in Regione siano operanti diversi atenei tradizionali (statali e privati) ed online ormai siano attivi corsi di laurea in ingegneria meccanica, che, come in questo caso, consentono di laurearsi con il vantaggio di non doversi recare in sede, le aziende locali hanno comunque difficoltà a trovare personale perché molti dei ragazzi e delle ragazze che escono da questo corso di studi tendono a spostarsi al Nord Italia o comunque fuori Regione.

Come mai? Si tratta di giovani che o non hanno proprio provato a cercare lavoro in loco, oppure lo hanno fatto ma non avendo trovato nulla di adatto alle loro esigenze sono andati via verso porti migliori.

C’è quindi un doppio problema da comprendere e risolvere: da una parte è evidente che l’attuale ecosistema universitario locale non è in grado di soddisfare le richieste che vengono dal tessuto produttivo regionale, dall’altra le stesse aziende offrono “evidentemente” condizioni non competitive rispetto a quelle che gli stessi ragazzi potrebbero o possono trovare altrove.

E’ una situazione questa che si pensa essere destinata a mutare nell’arco dei prossimi anni quando si prevede che aumenteranno le opportunità di impiego nell’area regionale. Ci si aspetta infatti un importante crescita delle aziende operanti nella produzione di energia da fonti rinnovabili come il l’eolico o il solare. In questi ambiti la presenza di ingegneri meccanici capaci è indispensabile per la progettazione ed il mantenimento delle strutture e per tutto quello che riguarda il tema della ricerca e dell’ottimizzazione. Sarà bene per tutti (università, amministrazioni locali ed imprese) farsi trovare pronti di fronte a queste nuove opportunità.