Il Volo trionfa a Sanremo con ‘Grande amore’, successo anche agrigentino




ilvoloIl Volo vince il Festival di Sanremo targato Carlo Conti. Con la loro “Grande amore” i tre giovanissimi tenori, primi italiani ad aver firmato un contratto diretto con una major americana, si sono classificati davanti a Nek e Malika Ayane. Il cantautore emiliano, a cui era stata tributata una vera e propria ovazione, si aggiudica anche il premio per il miglior arrangiamento e il premio della sala stampa radio-tv-web “Lucio Dalla”, l’artista milanese il premio della critica intitolato a Mia Martini. “Sicuramente dalle recensioni lette negli ultimi giorni molti di voi non sono d’accordo ma a quanto pare il popolo è dalla nostra parte”, sono state le prime parole dei vincitori che erano stati accolti con un po’ di freddezza dai giornalisti in sala stampa.

“Vogliamo ringraziare tutti gli italiani perché non ci aspettavamo questo riscontro. Girando il mondo abbiamo avuto tante esperienze ma questa è forse la più bella. L’Italia è sempre nel nostro cuore e vogliamo spendere più tempo qui”, hanno aggiunto i tre componenti del gruppo, l’agrigentino Piero Barone, il bolognese Ignazio Boschetto e l’abruzzese Gianluca Ginoble, che prima di esibirsi avevano ricevuto l’endorsement del grande Placido Domingo.

Nella serata conclusiva del festival, che ha registrato un nuovo boom di ascolti con quasi 12 milioni di telespettatori e uno share del 54,21%, si sono registrati anche alcuni momenti di tensione e imbarazzo: al termine dell’esibizione dei 16 big in gara, arrivati all’undicesima posizione della classifica, sul maxi schermo è infatti comparso il nome di Nek e dalla platea si è alzata una selva di fischi. Ma era un errore e Carlo Conti, visibilmente teso, ha cercato di intrattenere il pubblico improvvisando, fino a quando gli è stata consegnata la graduatoria corretta. Will Smith, il superospite della serata, che sarà ricordata anche per le lacrime di Rocio Munoz Morales e la commozione di Emma durante la lettura delle “letterine” che le tre vallette avevano preparato per ringraziare il conduttore toscano, ha dato lezioni di rap a Carlo Conti e in un italiano un po’ stentato ha anche cantato alcune strofe di “Nel blu dipinto di blu”.

Gianna Nannini, pur essendo andata un paio di volte fuori tempo, ha conquistato l’Ariston interpretando con la sua inconfondibile voce roca una versione rock di “L’immensità” di Don Backy e “Sei nell’anima”, uno dei suoi grandi successi. Enrico Ruggeri ha presentato il suo nuovo singolo “Tre signori” dedicato a Gaber, Jannacci e Faletti e il giovane cantautore britannico Ed Sheeran ha proposto due dei suoi pezzi più famosi, “Sing” e “Thinking out lord”, la canzone d’amore “al momento più ascoltata al mondo”, come ha ricordato Conti.

Applausi a scena aperta per Giorgio Panariello, amico fraterno di conduttore, che si è cimentato in uno dei suoi cavalli di battaglia, l’imitazione di Renato Zero, seguita da un lungo monologo pieno di riferimenti alla politica, finora grande assente al festival: “Dopo Albano e Romina ha detto rivolgendosi a Conti- devi far fare pace anche alla Merkel e Tsipras, quello che dice ‘noi non paghiamo la Troika’. Ma è subito intervenuto Berlusconi: ‘Se posso permettermi, le troike van pagate'”. E ancora: “Hai chiamato tuo figlio Matteo apposta per arruffianarti Renzi, hai fatto il ‘parto del Nazareno'”.
Impietosa e un po’ infelice invece la battuta sull’ex ministro Cancellieri: “Renzi ha capito che per vincere in politica l’immagine è tutto, infatti ha candidato la Madia, la Moretti e la Boschi. Il governo Monti invece non ha funzionato perché si è presentato con lei”, ha affermato il comico fiorentino mentre sul maxi schermo compariva una foto dell’ex Guardasigilli. “Sembra Cecchi Gori”, ha aggiunto, prima di farsi serio per qualche secondo: “I veri peccati capitali oggi sono la corruzione, la violenza sulle donne, lo spreco di denaro pubblico e l’evasione fiscale ma ormai nessuno ha più paura di peccare perché non c’è la certezza della pena. C’è l’amnistia, l’indulto, la prescrizione: Processo Eternit tutti assolti, L’Aquila tutti assolti, caso Cucchi tutti assolti. L’unico che ha pagato è Corona”.
Prima di congedarsi, l’ultima gag con l’amico conduttore: “Vedrai che farai anche il prossimo festival, l’ha detto Matteo. E’ arrivato un tweet di Renzi con scritto: ‘Il festival lo farai tu anche il prossimo anno. Carlo stai sereno..”. (askanews)